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scoof
PartecipanteDollSteak – 6/2/2010 18:19
Ohhhh meno male che c’è nirvanaitalia, così posso esprimere tutto il mio disappunto verso quei 10 euri versati senza apparente motivo XD
Il film, apparte la regia decente e la fotografia piacevole (non geniale, PIACEVOLE, lode che si può spendere anche per un telefilm) l’ho trovato una roba alquanto piatta.
Al di là dei dialoghi non molto più arguti di una puntata di don Matteo o dei personaggi non particolarmente convincenti, la trama m’è parsa la versione fantascientifica di Balla coi Lupi ma molto meno onesto.
Avrei voluto fosse finito almeno un’ora prima, con l’eroico uomo bianco ostretto a far fagotto e ad andare a rompere le palle da un altro pizzo dell’universo.
Questo sarebbe stato un gran finale.
Non quella cagata berlusconiana col maschio americano depositario assoluto del bene e del male.Non si spara sul nemico per poi offrirgli i cerotti.
uhuhuhuh pienamente d’accordo
scoof
PartecipantePolly12 – 4/2/2010 21:35
Chi di voi ha letto “La collina dei conigli” di Richard Adams???
io l’ho trovato carinissimo.in attesa di essere letto nella libreria ico01
scoof
Partecipantele critiche dei politici e della televisione… ma se loro sono i primi a far uso di droghe ico15 ico15 ico15
2 Febbraio 2010 alle 18:39 in risposta a: ….vedo i rotoli di paglia che passano da una parte all’altra… #31824scoof
Partecipantebentornato cech, si sentiva la tua mancanza, spero che ogni tanto torni a far una capatina ico01
P.S.: oggi ti sei superato, il post più lungo della storia di nirvana italia ico06 ico06scoof
PartecipanteAnorexorcist – 2/2/2010 09:58
Bè, io direi di rispolverare il vecchio JD Salinger… 🙂
morto un paio di giorni fa ico04
non smetterò mai di amare il giovane holedenscoof
PartecipanteAnorexorcist – 2/2/2010 09:58
Bè, io direi di rispolverare il vecchio JD Salinger… 🙂
morto un paio di giorni fa ico04
non smetterò mai di amare il giovane holedenscoof
Partecipanteoh che bello. ripeto l’invito di rixx e di inviare tutto quello che registrare ico08
scoof
PartecipanteRoxyDoll – 24/1/2010 00:31
ah ah ah ah ah meno male perchè praticamente harry potter lo so a memoria( quel sirius black……)
la nausea di sartre…..incredibilmente sempre attuale…..Non so se qualcuno conosce il romanzo forse un pò underground le vergini suicide di jeffrey eugedines,ve lo consiglio e poi se avete un pò di tempo dovete leggere la campana di vetro di sylvia plath davvero…..
Se poi non vi piacciono prendetevela pure con me però provate a leggerli…..
incredibile, pare proprio che tu mi legga nel pensiero ico08
ieri mattina leggevamo una poesia di Sylvia Plath, “Vorrei essere verticale”, e incredibilmente mi è piaciuta molto (non amo le poesie). Leggo un po’ se ha fatto qualche libro e trovo quello che tu hai citato, la campana di vetro. aspettavo a comprarlo che qualcuno mi desse consiglio, e sei arrivata tu ico08scoof
Partecipanteok, per ora siamo in tre a comprarlo ico08
in effetti è un’ottima occasione per prendersi la discografia dei led. mi pare che fecero lo stesso con i doors.scoof
Partecipanteil video tributo più bello che ho visto aveva come “sfondo musicale” “Museum” di mark lanegan
scoof
PartecipanteMi spiace Lello ma l’ho già fatta, la prossima la faccio sui nirvana 🙂
In the Court of the King Crimson
Titolo album: In The Court Of The King Crimson
Anno d’uscita: 1969
Etichetta: Atlantic Records
Produttore: King Crimson
Durata: 41,19 min1969: si affacciano sulla scena musicale britannica, con i loro primissimi lavori, mostri sacri come Genesis, Yes e King Crimson che contribuiranno a dar vita al progressive rock, una mistura di rock, musica classica e jazz. Proprio la prima opera di questi ultimi, “In The Court Of The King Crimson”, riconosciuta come un importante album per la storia della musica, verrà definita da Pete Townshend degli Who “Un capolavoro sbalorditivo”.
Ancor prima delle note, a colpire è la famosissima copertina dipinta da Barry Godber: un urlo agghiacciante parte dalla bocca spalancata di un uomo dal viso sfigurato, con un palese riferimento all’“Uomo Schizofrenico Del Ventunesimo Secolo” di cui si parla nella prima traccia. Quest’ultima è la canzone più frenetica dell’album, che si apre con il rumore di un treno in partenza, lontano, stroncato dalla forte distorsione della chitarra alla quale si aggiungono un sax impazzito e una batteria indemoniata, il tutto sovrastato dalla voce distorta al massimo di Greg Lake. Il pezzo culmina in un finale travolgente e caotico che si blocca di scatto e cede il passo alla dolce voce di “I Talk To Wind”, accompagnata dal flauto di Ian McDonald che contribuisce a creare un’atmosfera dolce e rilassante.
Si passa poi ad “Epitaph”, struggente canzone riguardante la triste sorte del genere umano
(La conoscenza è un’amica mortale/ Quando nessuno pone le regole/ Io vedo che il destino di tutto il genere umano/ E’nelle mani di pazzi). La voce soffice e allo stesso tempo dolente di Lake, l’arpeggio chitarristico di Fripp e la presenza di mellotron e vibrafono, ci fanno sprofondare in una vera e propria trance, in cui si viene cullati da un’edulcorata tristezza.
E poi c’è Moonchild, la più lunga traccia dell’album, ben dodici minuti. Nei primi tre possiamo ascoltare il sognante testo di Peter Sinfield, produttore di questo album e autore di tutti i testi, oltre che di svariate liriche degli Emerson, Lake & Palmer e della Premiata Forneria Marconi fra gli altri. I restanti nove minuti sono dedicati alla parte strumentale, in cui si alternano soffici melodie e dissonanze rumoristiche, in cui fanno le proprie incursioni i solo di chitarra, batteria e vibrafono.
Si arriva finalmente alla quinta ed ultima traccia dell’album: In The Court Of The King Crimson. Questa è una miscela di quello che precedentemente viene offerto dal disco: si alternano infatti momenti sinfonici, propri di “Epitaph”, a più intime atmosfere, come “I Talk To The Wind”.
Il disco è terminato, 41 minuti in cinque canzoni, uno degli album più belli del “Re Cremisi”. Seguiranno a questo album continui cambi di formazione in una carriera trentennale, ma l’unico che rimarrà per sempre “Alla Corte Del Re Cremisi” è quel genio di Robert Fripp, che influenzerà con la sua maniacale ricerca sonora molte altre generazioni a venire.P.S.: Riguardando la prima pagina del topic mi accorgo che Sara l’aveva già fatta, chiedo umilmente venia 🙂
scoof
PartecipanteBienvenuda B ico03
scoof
PartecipanteAnorexorcist – 8/1/2010 23:30
scoof – 8/1/2010 23:03
Dovrei scrivere un articolo sui Nirvana (o su un qualsiasi altro gruppo o album) per il giornale scolastico… visto che sarebbe il mio primo, chi ne ha scritti già altri (tipo anorexorcist ico02 ) mi potrebbe dire come si imposta una recensione o la storia di un gruppo? Che aspetti bisogna tener conto?
Sicuramente gli aspetti imprescindibili di cui bisogna tener conto sono quelli più concreti, ovvero le informazioni di base. Se devi scrivere una recensione, allora cerca di arricchirla il più possibile di notizie verificabili: anno di pubblicazione, etichetta, tracce, eventualmente differenze di edizioni (sai, spesso ci sono differenze tra le edizioni americane e quelle europee o giapponesi). Poi da lì, sta a te decidere come impostare il resto del testo, se procedere di canzone in canzone o se darne una descrizione generale. Un riferimento al contesto in cui è uscito l’album secondo me è sempre gradito, ma quello dipende anche dallo spazio che hai a disposizione.
Se devi scrivere la STORIA del gruppo intesa come BIOGRAFIA, bè l’unica strada da seguire è quella più obiettiva possibile e alle notizie puoi aggiungere qualche tuo commento personale.
Se, invece, devi scrivere un articolo su un gruppo, mettiamo caso sui Nirvana, ma non la loro biografia, allora hai molte più possibilità. Innanzitutto io partirei sempre da un riferimento al contesto sociale e musicale (in questo caso sarebbe la scena di Seattle e Olympia) per poi passare a quel che il gruppo ha significato in generale per il panorama musicale e in particolare per te. In fondo un articolo di questo tipo non sarebbe un articolo di cronaca, quindi l’impronta dell’autore è fondamentale per dare vita al pezzo ico02
Oh, quando l’avrai scritto poi mandamelo via mail!!okey dokey grazie mille ico03
Se lo scriverò te lo mando ico09 ico09scoof
PartecipanteDovrei scrivere un articolo sui Nirvana (o su un qualsiasi altro gruppo o album) per il giornale scolastico… visto che sarebbe il mio primo, chi ne ha scritti già altri (tipo anorexorcist ico02 ) mi potrebbe dire come si imposta una recensione o la storia di un gruppo? Che aspetti bisogna tener conto?
scoof
Partecipantebenvenuto ico01
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