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  • in risposta a: SPORT #18789
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    Milan 2 – Inter 1…basta solo questo: FORZA MILAN!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    in risposta a: Sempre + vecchio #22698
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    24 anni di festini. AUGURI MIRKO ico02

    in risposta a: iPod #8645
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    Spero tu abbia seguito il mio consiglio di mettere Pink Floyd e l’Unplugged dei Nirvana. Sono l’ideale per rilassarsi e per staccare un po con il mondo, la camomilla al confronto è cocaina pura ico03

    in risposta a: Carbelate #14064
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    Sono stato cech per pochi minuti, ma sono stati i minuti più belli di tutta la mia vita ico01

    in risposta a: SnP: La nostra prima RECENSIONE #22669
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    Ottimo!!!
    Bella la copertina, l’avevo vista nel sito della band ma non sapevo fosse la copertina del demo ico01

    in risposta a: Ultimi acquisti musicali #13321
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    ico03 ico03 ico03 ico03 Cech il segaiolo!
    Ultimi CD acquistati: LIVE AFTER DEATH, E UMMAGUMMA ico14

    in risposta a: Il decalogo della buona canzone #22643
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    Il prototipo della buona canzone:

    in risposta a: RECENSIONI #19277
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    Ummagumma ti cambia la vita, vero Kurt?

    in risposta a: RECENSIONI #19276
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    Ummagumma – Pink Floyd (1969)

    L’album più sperimentale dei Pink Floyd, basta guardare il modo in qui è strutturato. 2 dischi. Uno live e uno registrato normalmente in studio. Già questa era una cosa che ai tempi era “all’avanguardia”,ma ancora più all’avanguardia è la strruttura dell’album “studio”.
    In teoria le traccie sarebbero 5, ma sono divise in 3 parti ( ico15 ), e cosa ancora più all’avanguardia(ditemelo se abuso di questo termine)ogni membro del gruppo ha composto una canzone “per conto suo”, quasi come fossero dei veri e propi lavori solisti. E’ questo secondo me il punto di forza dell’album. Qui si capisce l’anima di ogni singolo componente del gruppo, una specie di spartiacque nella storia dei Pink Floyd, che ormai senza il leader storico hanno bisogno di un nuovo “sound”…propio quel suond che li farà diventare mostri sacri della storia del Rock.
    Ok, andiamo in ordine. Ascoltiamo prima l’album live.
    La prima traccia è “Astronomy Domine”, canzone che abbiamo apprezato in tutta la sua “fantascientifica psichedelia”nel primo leggendario album dei Floyd:The Piper at the Gates of Dawn.
    Una bella performance del gruppo, anche se stranamente la registrazione non è delle migliori. (come tutto l’album live daltronde)
    “Careful With That Axe, Eugene” è una gran bella canzone. Tutto ruota intorno al basso di Waters, che crea la melodia adatta per poter affermare questa frase: “La nostra musica può darvi i peggiori incubi, o lanciarvi nell’estasi più affascinante. Solitamente si verifica questa seconda opzione. Ci accorgiamo che il nostro pubblico smette di ballare: rimangono tutti in piedi, a bocca aperta, in estasi.”
    Infatti a metà canzone Waters sussurra della parole quasi incomprensibili, per poi lanciare un’urlo quasi sovraumano(sembra una specie di condor ico03 )e tutti gli spettatori si risvegliano dal sogno, e dall’estasi passano a un vero e propio incubo.
    Arriviamo così a “Set the Controls for the Heart of the Sun”, canzone apparsa sul precedente album “A Saucerful of a Secrets”. La canzone si distacca un po dall’originale, assumendo atmosfere molto più orientali della versione originale.
    Siamo arrivati all’ultima traccia dell’album live: “A Saucerful of a Secrets”.
    Anche questa apparsa sull’omonimo album, nella versione di Ummagumma perde il tono da “trip” e assume un’atmosfera molto più inquientante e rumorosa.Versione simile verrà ripsoposta dal gruppo nel loro leggendario Live at Pompeii.
    Il disco live ora è finito, e ora siamo pronti ad immergerci nel mondo surreale di Ummagumma.

    La prima traccia è composta da Richard Wright, ed è divisa in 3 parti.
    Sysyphus sembra quasi il continuo di A Saucerful of a Secrets. La prima pate su un tono inquietante, sembra quasi una canzone Dark Ambient. Poi però la seconda pate ci regala qualcosa di grande. Un pinoforte. Improvisazione. Suoni tanto dolci quanto spettrali, sembra quasi che qualcosa deva accadere…e quel qualcosa accade. Verso la metà della canzone rumori psichedelici sommergono con prepotenza il piano di Wright, il quale sta andando ormai a ruota libera…PURA IMPROVVISAZIONE.
    La terza parte incomincia con strani suoni. Il piano e le percussioni(Kurt tu mi spiegherai meglio cosa sono ico01 )unite insieme sembrano quasi ricreare il rumore tipico dei vecchi orologi…quelli a pendolo per essere chiari. Poi anche qui verso la metà succede di tutto. Strane “urla” in piena psichedelia anni 60
    Quarta parte. Ormai questa canzone ci ha ucciso. Qui ci sono le tastiere di Wight a creare l’atmosfera onirica. Particolarmente bello il finale che ricalca il tono funereo della prima parte…ormai dimenticata ico03
    Ora ci sono le canzoni scritte da Waters.
    La prima stupenda canzone è Grantchester Meadows. Solo una chitarra acustica e il canto di uccelli in sottofondo. Il testo è secondo me uno dei più belli scritti da Waters. Una canzone da ascoltare mentre si sta sotto un’albero, mentre si cerca di contemplare la natura che ci circonda, e immegerci in un’infinità di pensieri. COSA VOLERE DI PIU’ DALLA VITA?? ico03
    La seconda canzone scritta da Waters è una delle più sperimentali di tutto l’album. “Several Species of Small Furry Animals Gathered Together in a Cave and Grooving with a Pict”è una canzone assurda, e questo si capisce solo leggendo il titolo.
    Nessuno strumentom, solo versi di animali sovraincisi e la voce di Waters che non serve ad altro che creare il “ritmo”.
    Ora è il turno di Gilmour.
    The Narrow Way. Questa è divisa in 3 parti, apperentemente simili.
    La prima pate è qualcosa di meraviglioso. Solo una chitarra acustica e dolcissimi suoni psichedleici in sottofondo ci accompagnano per 3 minuti. Ascoltandola bene questa è probabilmente la canzone che più di tutte anticipa il suond tipicamente Floydiano che di li a poco sarebbe venuto fuori con Meddle e The Dark Side of the Moon.
    La seconda parte invece è decisamente più inquietante della prima. Sembra quasi un ritorno alle origini, con suoni tipicamente “Barrettiani”.
    La terza parte invece è un misto tra le 2 parti precedenti.
    Dannazione, questa recensione mi sta distruggendo, e qui incomincia a fare sempre più caldo… ico07
    Ultima canzone, ” The Grand Vizier’s Garden Party”.Questa è composta dal batterista Nick Mason.
    La prima parte ha le caratteristiche per essere una canzone Progressive Rock in piena regola. Sembra una canzone uscita dalla mente di Robert Fripp, o di Ian Anderson.
    La seconda parte invece è completamente diversa, ai limiti del minimalismo. Solo la batteria e percussini varie creano il perfetto connubio tra Experimental Rock e Psichedelia. Come faccia una canzone fatta solo con la batteria e percussioni varie ad essere psichedelica ancora non sono riusciuto a spiegarmelo ico15
    Terza parte. Exit. Torna sulle noti dolci della prima parte, Progressive Rock racchiuso in soli 30 secondi…non male ico02
    Il disco ormai è finito, ci ha lasciato tantissime suggestioni, ci ha fatto entrare in estasi con The Narrow Way e Grantchester Meadows, e ci ha fatto abbasare il volume delle casse con canzoni come Sysyphus e Several Species of Small Furry Animals Gathered Together in a Cave and Grooving with a Pict al limite della cacofonia.
    Un disco fondamentale per il Rock, ma soprattutto per i Pink Floyd, che dopo aver trovato il sostituto di Barrett e aver sperimentato tutto ciò che poteva essere sperimentato sono pronti ad entrare negli anni 70, gli anni che li porteranno a scoprire il lato oscuro della Luna.

    in risposta a: Carbelate #14063
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    Io e Kurt ci siamo chiariti ico02

    in risposta a: Carbelate #14062
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    Ieri ho fumato la mia prima(ED ULTIMISSIMA)canna. Ho provato, ma mi sono sentito male ico03 poi non mi è neanche piaciuta la “sensazione”. Cmq sono cose che secondo me vanno provate… ico04

    in risposta a: RECENSIONI #19275
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    Kurt a te non piacciono vero? Ascolta l’album però, probabilmente cambi idea ico02

    in risposta a: RECENSIONI #19274
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    To Here Knows When :

    in risposta a: RECENSIONI #19273
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    Loveless – My Bloody Valentine (1991)

    E’ il 1991, e gli Irlandesi My Bloody Valentine danno alle stampe il loro secondo album.Loveless. I MBV hanno publcato un’infinità di Demo e di LP, e solo nel 1988 riescono a publicare il loro primo album:Isn’t Anything.
    La musica dei My Bloody Valentine è strana, ma strana forte. Dalla chitarra provengono un’infinità di rumori, al limite tra Noise Rock e vera e propia cacofonia, mentre la voce(stupenda) crea una melodia, una melodia stupenda al limite tra Psichedelia e Art Rock.
    Questa musica strana ha un nome, viene chiamata Shoegaze, ed un sottogenere nato nell’Underground del Regno Unito verso la fine degli Anni 80 e finito nel 1991. Si, propio il 1991, l’anno in qui i My Bloody Valentine publicano il loro capolavoro…o meglio il capolavoro dello Shoegaze e di tutti gli anni 90. Davvero un’opera d’arte.
    Il dico inizia con Only Shallow. E’ la traccia perfetta per cominciare. Chitarre quasi “stonate”e la voce di Bilinda Butcher che fa sognare. E’ sicuramente una delle canzone più facili all’ascolto, e meno cacofoniche.
    La secondo canzone è Loomer.TERRIFICANTE.Estrema.Bellissima. Devo essere sincero. La prima volta che ho ascoltato questa canzone sono rimasto basito. Credevo stessero suonando dei bambini, ma poi ascoltandola più volte la melodia creata dalla Butcher e tutti quei rumori mi sono entrati nel crervello.
    Ok. La terza traccia, Touced solo ad introdurci la canzone seguente…
    Siamo arrivati. To Here Knows When è il capolavoro nel capolavoro. Una canzone mozzafiato, qui si esprime al massimo il concetto di “Shoegazing”. Solo rumore provienienta dalla chitarra di Kevin Shields, la voce di Bilinda crea la melodia perfetta, una melodia che può prendere il posto della camomilla. La voce però si sente a stento, dato che la montagna che è schiacciata dalla montagna di rumore.
    Il resto delle canzoni sono minori rispetto alle prime 4, apparte Sometimes che è una delle canzoni più belle del disco, dove la chitarra acustica di Kevin Shields fa da accompagnamento ai classici suoni Noise che contraddistunguono tutto l’album.
    Consiglio davvero a tutti di ascoltare questa perla, ultimo album di questo fenomeno puramente Underground e riconosciuto universalmente come IL MIGLIORE di tutto il genere.

    in risposta a: Carbelate #14061
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    La vita di cech: Sesso, droga e Rock n’Roll…
    A proposito di droga…ieri stavo quasi per morire ico04 …meglio non parlarne ico03

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