Sappy

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  • in risposta a: Nuova Galleria Foto #19844
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    in risposta a: RECENSIONI #19217
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    Mudhoney: Superfuzz Bigmuff plus Early Singles

    Prima di tutto, i Mudhoney sono Seattle; cioè Mark Arm, chitarra e urli, prima del Miele di Fango faceva parte dei Green River, capito? Una delle prime selvagge ultradistorte formazioni di quello che poi qualcuno volle definire “Grunge”. Chi se non Mudhoney sono Seattle? Confezionarono i Mudhoney, nel lontano 1989 il primo inno e poi il primo grande disco di una generazione. Ed ebbero anche il gran buon gusto di chiamare quel disco col nome di uno dei più selvaggi ed efferati effetti per chitarra mai creati: quel fuzz macilento, ridondante grasso sporco e cremoso che passa sotto il nome di Big Muff. Perchè anche loro erano cosi: selvaggi e sfrenati, grassi e marci.
    Da un po’ di anni la Sub Pop vi spara Superfuzz Bigmuff in edizione speciale con in più tutti i primi 45 giri dei nostri, cioè un capolavoro assoluto. E se volete il primo singolo, quel terrificante inno chiamato “Touch me I’m sick” ve lo trovate anche in versione 45 giri a soli 7,50 dollari sul sito della Sub Pop. E vi assicuro che non solo il contenuto, ma anche la copertina vale eccome l’acquisto: una latrina del cesso stampata in primo piano e null’altro. Semplicemente geniale.
    “Touch me I’m sick” è l’apertura di Superfuzz Bigmuff nella nuova veste; un terrorifico garage che non è solo riproposizione degli esperimenti anni ’60, ma diventa una cupa e sgraziata e violenta colonna sonora di una generazione ben più disillusa; la storia di un malato di AIDS. La B-side non è da meno: “Sweet Young Thing Ain’t Sweet No More” è blues calato in una coltre di distorsioni e slide di psichedelica reminiscenza, ma con un’attitudine viscerale e pessimista che lo rende unico, e al di la dell’apparenza “vintage” anche terribilmente attuale; due marci gioielli. L’altro grande capolavoro della parte dedicata ai 45 è la cover di “Halloween” dei Sonic Youth, immaginatevela un po’ meno eterea che nell’originale e in compenso più tribale, disperata e pesante (nel senso di “heavy”), quasi se possibile superiore alla versione di Bad Moon Rising. Il disco vero e proprio è quasi sempre altrettanto malatamente fascinoso: da dolenti ballads come “If I Think”, a sparate distorte come “No One Has” o “Need”, quest’ ultima quasi più Husker Dü che Detroit.

    in risposta a: Grohl: outsider nei Nirvana #10617
    Sappy
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    però c’è anche da dire che kurt acconsenti di pubblicare in un singolo di successo come heart-shaped box…un pezzo interamente fatto da DAVE cioè marigold… ico03

    in risposta a: Prima canzone Nirvana ascoltata nel 2008 (era 2007) #14225
    Sappy
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    la prima canzone che ho ascoltato nel 2008 dei nirvana è stata EVEN IN HIS YOUTH il demo…….stamattina ico03 ico03 ico03

    in risposta a: Grohl: outsider nei Nirvana #10616
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    bhè…a parer mio…dave sicuramente nn si sentiva completamente inserito nella band principalmente x il fatto che i nirvana prima avevano avuto tanti altri batteristi e molti di questi come x esempio chad channing sono stati cacciati xkè kurt ero insoddisfatto della loro prestazione…e magari dave temeva che un giorno potesse fare la loro stessa fine e magari aveva paura… ico03

    in risposta a: Auguri di capodanno!!!!! #19855
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    buon 2008 a tutti e che vi porti tanta felicità e tanto tanto GRUNGE N ROLL… ico03 ico03 ico03

    in risposta a: Rapporto Polizia Suicidio Kurt Cobain #19847
    Sappy
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    ehi kurt…ripensandoci…di questo filmato mi sembra che ne ho sentito parlare nel blog sul caso cobain… ico03 …vedrò cosa posso fare…magari se riesco a trovarlo…

    in risposta a: CHE NE PENSATE DEI VERDENA??? #17947
    Sappy
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    e si….il demotape è mooolto bello…poi fuxia…spettacolo…l’ho cercato ovunque questo demotape ma nn riesco a trovarlo…una vera rarità… ico03

    in risposta a: Nuova Galleria Foto #19842
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    ico03 ico03 ico03 …bella la foto che hai messo all’inizio era proprio quella che ti volevo suggerire da mettere…cmq l’ho fatto cn il cuore proprio perchè ci tengo a questo sito…se troverò altre foto te le manderò cn piaere…grazie ancora x avermi dato l’opportunità di essere utile in questo sito che adoro tanto…grazie ancora… ico03 ico03 ico03

    in risposta a: Fanculo a tutti ! #15700
    Sappy
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    è una frase presa dalla canzone Quello che nn c’è degli afterhourse ico03

    in risposta a: RECENSIONI #19216
    Sappy
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    ALICE IN CHAINS – Jar Of Flies

    Arriva per tutti i gruppi il momento di mettersi alla prova, il momento di fare una scommessa con se stessi, cercando di esplorare nuove mete e nuove soluzioni (a volte diametricalmente opposte rispetto alle originarie). Questo momento arrivò anche per gli Alice In Chains, nel settembre del 1994. Arrivò soprattutto quando il gruppo era in una situazione molto difficile, dovuta alla dipendenza del leader Layne Staley dalle droghe, che si faceva sempre più marcata. E’ proprio in questo periodo che essa raggiunge il culmine, andandosi a riflettere sulla produzione del gruppo.

    Proprio nel 1994, quando tutta la scena mondiale era ancora in lutto per la gravissima perdita di Kurt Cobain, gli Alice In Chains escono sul mercato con Jar Of Flies, un EP acustico di pregevole fattura. E’ proprio con questa scelta così azzardata che si percepisce l’intenzione del gruppo: portare un po’ di pace, armonia e tranquillità in un mondo, quello rock, così sconvolto e provato. Jar Of Flies rappresenta l’altra faccia degli Alice In Chains: mette da parte il muro sonoro delle distorsioni lasciando spazio alla grazia e alla leggerezza delle chitarre acustiche. Inoltre fu il primo EP della storia ad esordire nelle charts statunitensi al primo posto.

    Il disco si apre con Rotten Apple, un ottima canzone dai toni blueseggianti, sulla quale si posa la sgraziata e sofferta voce di Staley. Tutto ciò a creare un perfetto connubio di intensità e sentimento, impreziosito da un ottima prestazione ritmica di Sean Kinney. Fin dalla prima traccia si può notare il tipo di arrangiamento che poi sarà presente in tutto il resto dell’album, incentrato sulla delicata acustica di Cantrell.
    Nutshell, tanto bella quanto maledetta, è la seconda canzone del disco. Qui il grado di sofferenza si alza non poco, aumentando l’atmosfera trasognata già palpabile. Dal punto di vista strumentale è una canzone molto semplice, strutturata su pochi accordi, che lascia spazio all’ugola di Staley che raggiunge picchi emotivi non indifferenti. Si procede con I Stay Away, vagamente più movimentata delle precendente, ma non per questo meno sofferta. In questa canzone fanno il loro ingresso archi e violini, aumentando di molto il grado di alienazione generale, portato al massimo. Il primo singolo dell’album, ovvero No Excuses si presenta come quarta song del disco. Si tratta di un pezzo dai sapori country marcatissimi, nel quale ogni componente da il meglio di se, con una nota di merito alla parte di basso di Starr e all’insuperabile prestazione canora di Staley. Proprio in questa canzone le parti vocali sono curate, oltre che dallo stesso Staley, da Cantrell (autore di un fantastico assolo successivamente).
    Si arriva poi ad una canzone strumentale, Whale & Wasp. Si tratta di un pezzo di indubbio gusto, nel quale la chitarra elettrica sembra quasi gridare su un tappeto di acustica e di archi, disegnando quadri e paesaggi soltanto grazie a poche note collocate al punto giusto di un arpeggio.
    La seguente Don’t Follow si apre con una delicata acustica, sulla quale Staley tesse una meravigliosa ballata dalle soavi sfumature country, dotata di un bellissimo testo. La canzone sale di intensità e di ritmo successivamente, per poi attenuarsi nuovamente, in un finale da lacrime.
    Swing On This si apre con un efficace intro di batteria, sul quale si costituisce il giro che forma la canzone (forse la più dura del disco, quella con la componente acida più marcata). Fondamentalmente si tratta del pezzo meno bello dell’album, ma comunque dotato di un buon groove e di una buona base ritmica. Ancora una volta la solita ottima prestazione vocale.

    E così finisce il viaggio iniziato con Rotten Apple, un viaggio intimista e sentito, tessuto dall’ugola di un angelo decaduto e dalle soavi note di strumenti particolarmente ispirati. Un viaggio acustico, costellato di emotività e di alienazione. Dimenticatevi le sonorità Heavy Rock dei primi dischi per tuffarvi in questa esperienza totalmente diversa, che non vi deluderà nemmeno per un istante.
    La voce straziante di Staley, intrisa di dolore e di rassegnazione, dipinge su una tela vuota il percorso che da lì a poco avrà inizio.

    LINE UP:
    – Layne Staley – Voce, Armonica
    – Jerry Cantrell – Chitarra acustica, Chitarra elettrica
    – Mike Starr – Basso
    – Sean Kinney – Batteria, Percussioni

    TRACKLIST:
    1. Rotten Apple (06:59)
    2. Nutshell (04:19)
    3. I Stay Away (04:14)
    4. No Excuses (04:15)
    5. Whale and Wasp (02:37)
    6. Don’t Follow (04:22)
    7. Swing On This (04:05)

    in risposta a: Nuova Galleria Foto #19841
    Sappy
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    te le ho mandate le foto caro kurt… ico03 ico03 ico03
    (EX verse chorus verse) da oggi questo è il mio nuovo nick… ico03 ico03 ico03 …voi direte “e chi se ne frega?” e io vi risponde…bhè…nessuno…

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