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Kurt74Amministratore del forumSA DI IDOLO ADOLESCENTE
NEL 1991, QUANRO NEVERMIND TOCCO’ LA CIMA DELLE CLASSIFICHE, KURT COBAIN CERCO’ DI SPIEGARE PERCHE’ I NIRVANA FURONO ALL’IMPROVVISO LA MIGLIORE BAND DEL PAESE. [4]
SIAMO PROPRIO MUSICALMENTE e aritmicamente ritardati. Suoniamo talmente forte che non riusciamo ad accordare le chitarre abbastanza velocemente. Le gente lo può raccontare.”
Così parlò Kurt Cobain quando si sedette per un intervista a Guitar World alla fine del 1991. In quel momento, Nevermind, l’album di debutto su major del trio di Seattle, era il miglior album emergente del paese. Trascinato del contagioso singolo “Smells Like Teen Spirit”, il brioso album divenne Oro in sole cinque settimane dopo la sua uscita e, un mese dopo, scavalcò entrambi i volumi di Use Your Illusion dei Guns N’ Roses. L’improvvisa popolarità dei Nirvana balzata al multi Platino diceva molto sull’umore dei fan del pop: annoiati dalla leggera, sgargiante musica che aveva dominato gran parte degli anni ottanta, abbracciarono comparativamente i suoni grezzi (guidati niente di meno da economiche chitarre di seconda mano), contagiosi riff sporchi e parole storte che erano il marchi ufficiale di “Teen Spirit”. Nulla di tutto ciò, comunque, impedì Cobain dal postulare le sue ragioni per la rapida ascesa dei Nirvana.
“Suoniamo come i Bay City Rollers dopo un assalto dei Black Sabbath,” continuava nella sua brutta tossa di fumatore. “E noi vomitiamo sul palco meglio di chiunque altro!”
Era il lato allegro del chitarrista che sarebbe diventato più raro nei prossimi due anni quando la fama dei Nirvana crebbe e la psiche di Cobain perse il controllo. Durante questa intervista a Guitar World, la prima di Cobain, non mostro nessun aspetto del suo lato scuro. In più, certamente non avevamo idea che il giovane ragazzo esuberante in nostra presenza avrebbe influenzato una nuova generazione di musicisti rock e cambiato il corso della musica. Per noi era solo Kurt Cobain, il chitarrista, cantante e compositore dei Nirvana, e idolo degli adolescenti del momento. In questa breve ma allegra intervista, lui scherza sui vantaggi delle chitarre economiche, i pericoli delle battute, e perché Leo Fender fosse un deficiente.
GUITAR WORLD MTV pensa che i Nirvana siano un gruppo metal.
KURT COBAIN E’ giusto; lascia che lo pensino! Non ho niente contro Headbanger’s Ball, ma è strano vedere le nostre facce su MTV.
GW Kirk Hammett dei Metallica è un grande fan dei Nirvana.
COBAIN E’ molto lusinghiero. Lo abbiamo incontrato recentemente ed è un ragazzo veramente simpatico. Abbiamo parlato della scena Sub Pop, heavy metal e chitarre.
GW Parlando di chitarre, sembri preferire modelli economici.
COBAIN Non li preferisco; è solo che me li posso permettere. [ride] Sono mancino, e non è molto facile trovare a prezzi ragionevoli, chitarre per mancini di alta qualità. Ma di tutte le chitarre del mondo, la Fender Mustang è la mia preferita. Ne ho solo due.
GW Cosa c’è nella Mustang che ti piace?
COBAIN Sono economiche e totalmente inefficienti, e suonano da schifo. Sono anche molto piccole e non rimangono accordate, e quando vuoi alzare la tiratura delle corde sulla barra dei tasti, devi allentare tutte le corde e rimuovere completamente il ponte. Devi girare queste piccole viti con le tue dita e sperare che le hai stimate in modo corretto. Se fallisci, devi ripetere il processo di nuovo finché non ci riesci. Chiunque abbia inventato questa chitarra era un deficiente.
GW E’ stato Leo Fender.
COBAIN Penso di aver chiamato Leo Fender, il ragazzo morto, un deficiente. Ora non avrò mai un equipaggiamento. [ride] Ci hanno offerto un equipaggiamento della Gibson, non trovo una Gibson che mi piace.
GW La Mustang è la tua unica chitarra?
COBAIN No, ho una Jaguar del ’66. Questa è la chitarra che lucido e accudisco. Impedisco che qualcuno la tocchi quando salto nella folla. [ride] Poi, sto usando nei live una Strato perché non voglio ancora rovinare la Mustang. Mi piace usare le Strato giapponesi perché sono un po’ più economiche ed i tasti sono più piccoli di quelle della versione americana.
GW La chitarra acustica che suoni in “Polly” suona bemolle.
COBAIN E’ una Stella da 20 dollari di un negozio di rigattieri – non mi seccava cambiargli le corde. [ride] Difficilmente rimane accordata. Infatti, devo usare un nastro adesivo per tenere le corde accordate a posto.
GW Considerando quanto violentemente suoni la chitarra, probabilmente usi corde molto resistenti.
COBAIN Si. E faccio scoppiare gli amplificatori, perciò uso qualsiasi cosa trovo dai rigattieri. I rigattieri sono sempre i migliori.
GW Qual è stato l’ultimo amplificatore che hai fatto saltare?
COBAIN Un amplificatore Crown che era inteso per usarlo come sistema di amplificazione ma che usavo per la chitarra principale perché non riesco mai a trovare un amplificatore che sia abbastanza potente – e perché non voglio dover aver a che fare con il trasporto di 10 Marshall. Sono pigro. Mi piace aver tutto in un unico imballo. Come pre-amplificatore ho un Mesa/Boogie, e giro tutto a metà livello. E uso speaker Radio Shack.
GW Quanto affidabile è questo setup? Non sembra poter essere tanto duraturo, specialmente in vista di tutti i tour che farete.
COBAIN Funziona bene. Il suono cambia in ogni club in cui andiamo, ma non sono mai soddisfatto. Penso che il suono che ho è soprattutto il risultato del pedale per distorsione Roland EF-1 che uso. Ne uso 5 in tour.
GW Hai mai avuto bisogno di usare l’accordo per la vibrazione?
COBAIN No. Chiunque suoni la chitarra sa che solo Jimi Hendrix era capace di usare lo standard tremolo e rimanere ancora in accordo. Quelle cose sono totalmente inutili. Ne ho una sulla Stratocaster giapponese, ma non la uso.
GW Il tuo primo album, Bleach, fu registrato per 600$; quanto è costato Nevermind?
COBAIN [ride] Non mi ricordo; ho l’Alzheimer. E non ci chiedere quanto è costato il nostro video; è abbastanza imbarazzante.
Kurt74Amministratore del forumDOBBIAMO DECOLLARE
NEL 1987, KURT COBAIN ERA SOLO UN’ALTRA FACCIA NELLA FOLLA CON SOGNI DI NOTORIETA’ ROCK. DI LI’ AD UN ANNO, QUESTI SOGNI AVEVANO PRODOTTO IL PRIMO ALBUM DEI NIRVANA. IL BIOGRAFO DI COBAIN CHARLES R. CROSS RACCONTA LA STORIA INTORNO AL MAKING DI BLEACH E LA NASCITA DI UNA LEGGENDA.[2]
(Nella rivista c’è un errore di stampa ed stato duplicato il successivo articolo)
LA BAND CHE VENDETTE IL MONDO
L’EVOLUZIONE DEI NIRVANA, E COME ARRIVARONO A REGISTRARE NEVERMIND, IL GRANDE DISCO RADIO-FRIENDLY CHE DIVENNE IL MARCHIO DI SUCCESSO DELL’ERA DELL’ALTERNATIVE ROCK. [3]
E’ difficile pensare che sono passati cinque anni [articolo del 1996 N.d.T.] dall’uscita di Nevermind dei Nirvana il 24 settembre 1991; il disco è presente ancora molto adesso nelle sensibilità del rock degli anni ’90. Nel momento in cui scrivo, Nevermind ha venduto più di sette milioni di copie [ad oggi più di 10 milioni di copie e continua a vendere 2,500 copie alla settimana N.d.T.]. Mentre lo shock iniziale del suicidio di Kurt Cobain nel 1994 si è ridotto, la sua musica e le sue parole stanche del mondo continuano a risuonare profondamente.
Ma sono cinque anni [15 oggi N.d.T.]. Tutti quei tra i tredici e i diciotto anni le cui vite sono cambiate con Nevermind ora sono immersi nella monotona realtà della vita dopo le superiori [ora sono genitori loro stessi N.d.T.]. Quelli di dieci anni che hanno comprato quando è uscito all’inizio ora sono nel pieno dell’adolescenza [oggi della maturità N.d.T.]. I più o meno ventenni che comprarono Nevermind hanno già passato la trentina [oggi la quarantina N.d.T.] o la stanno raggiungendo.
Quello che è da dire, Nevermind ha raggiunto la stato di classico. E’ uno di quei rari album che accompagneranno i suoi fan originali nel cammino della vita, mentre continueranno ad attrarre nuove generazioni di ascoltatori. Se Nevermind non sembra un disco vecchio, in parte è perché negli ultimi cinque anni [quindici anni N.d.T.], la scena rock è stata interamente rifatta a sua immagine. Ma il mondo in cui nacque Nevermind è uno che un adolescente di oggi difficilmente riuscirebbe a riconoscere. Alternative rock e heavy metal erano ancora molto distinti, generi ostili l’uno all’altro. I Nirvana hanno invaso entrambi i campi, convertendo le truppe d’entrambi i lati all’Esercito della Nuova Flanella. Il trio del duro nordovest alterò il mondo del pop tradizionale, spodestando Michael Jackson dal piedistallo del primo posto delle classifiche. Nel fare questo, hanno preparato il terreno per il successo del “mainstream alternativo” per band come Pearl Jam, Alanis Morissette, Bush, Stone Temple Pilots e Rage Against the Machine.
Come Frampton Comes Alive (1975) o Meet the Beatles (1964), Nevermind è uno di quei dischi che hanno avuto un successo incredibile in un modo che nessuno avrebbe potuto prevedere o che potesse spiegare. La sua esplosione nel firmamento della cultura di massa sorprese Kurt Cobain, Krist Novoselic e Dave Grohl proprio come fece con chiunque altro. “Vuoi sapere perché ci siamo tolti di mezzo?” Grohl disse a Circus magazine nel 1991. “Non ne abbiamo idea. Non avevamo idea che avrebbe portato questa follia.”
“Mi sto costantemente sentendo in colpa,” Cobain disse al giornalista Michael Deeds subito dopo l’uscita di Nevermind. “La nostra musica, specialmente su questo album, suona così liscio. Qualche anno fa, avrei odiato la nostra band, per dirti la verità.”
Nevermind rappresentò un cambiamento radicale per i Nirvana, sia musicalmente che per l’intera carriera. Il loro primo album, Bleach, fu registrato in tre giorni e costò 606,17 dollari per farlo. Il loro budget iniziale per Nevermind era di 65,000 dollari – 100 volte maggiore del budget di Bleach. Finirono con spendere due volte quella somma. E mentre Bleach, che era l’album di debutto dei Nirvana, usciva dalla sconosciuta etichetta indie Sub Pop, Nevermind aveva il peso della Geffen Records etichetta major dietro di lui.
I due anni di tempo che separano Bleach da Nevermind furono un periodo di grande crescita e cambiamento per la band. Partirono per il loro primo tour nazionale e internazionale. Cobain cominciò e finì la relazione con Tobi Vail delle Bikini Kill. E i Nirvana fecero molti cambiamenti dei componenti. Il chitarrista Jason Everman, che si unì per poco dopo Bleach, uscì dalla band così velocemente a come era entrato, quando fu chiaro che i suoi gusti erano più hard rock/metal di quelli degli altri della band. Successivamente andò nei Soundgarden. Chad Channing, che suonò la batteria in Bleach, lasciò la band. Il batterista originale dei Nirvana, Dale Crover, si unì per sette date in un tour della West Cost. Dan Peters dei Mudhoney suonò la batteria nel singolo dei Nirvana chiamato “Sliver” e fece un concerto con loro, prima che Dave Grohl infine prese il posto di batterista permanente della band.
I cambiamenti frequenti dei componenti ed il continuo andare in tour sembravano aver affinato la composizione delle canzoni della band, così come l’esperienza spesso fa. Il processo sembra anche aver acuito la sensibilità pop della band, che è di grande evidenza su Nevermind che nelle fangose chitarre heavy di Bleach. Ma il biografo dei Nirvana Michael Azerrad suggerisce che questa sensibilità pop esistette sempre, e che Cobain deliberatamente la soppresse su Bleach con lo sforzo di conformarsi con il metal anni settanta all’ordine del giorno della Sub Pop.
“Metà delle canzoni di Nevermind sono state scritte nel periodo di Bleach, ma non furono messe nell’album, ” Cobain disse al giornalista Roy Trakin. “Perciò non è in realtà un evidente cambiamento. Siamo sempre stati fan della musica pop.”
Un pietra miliare lungo la strada per Nevermind venne nell’aprile del 1990, quando i Nirvana cominciarono a registrare con il produttore Butch Vig agli Smart Studios, nel suo studio di registrazione a Madison, Wisconsin. Ora forse meglio conosciuto come leader dei Garbage, Vig era prima un produttore indie di buone speranze con gli stimati dischi di Laughing Hyenas, Smashing Pumpkins, Firetown, Tad e Killdozer, oltre ad altri, tra i suoi meriti. Nella settimana che trascorsero agli Smart, registrarono sei canzoni che sarebbero finite su Nevermind: “In Bloom,” “Dive,” “Lithium,” “Breed” (originariamente con il titolo “Imodium”), “Stay Away” (originariamente con il titolo “Pay to Play”) e “Polly.” Fecero anche un inutile tentativo con un’altra canzone, “Sappy”, che avevano tentato di registrare in una data precedente, anche con risultati insoddisfacenti.
Le sessioni agli Smart erano originariamente intese per l’uscita del secondo album dei Nirvana con la Sub Pop. Ma una serie di eventi portarono la band a cambiare i suoi piani. Prima, Chad Channing lasciò la band nel maggio del 1990. E poi la prospettiva dell’interesse di una major cominciò a diventare più di una futile diceria.
“Perdemmo Chad e c’era incertezza per questo,” disse Novoselic ad una intervista radio australiana. “Non volevamo pubblicare [le sessioni agli Smart]. Se facevamo qualcosa, la volevamo fare con un nuovo batterista. [Anche] la Sub Pop stava facendo degli intrallazzi. Stavano firmando un contratto di licenza con una grossa etichetta e questo ci spaventò un po’. C’erano così tante variabili da considerare; non era saggio far uscire un disco comunque.”
“Polly” è l’unica canzone di Nevermind che è stata registrata agli Smart; tutte le altre tracce furono ri-registrate (anche se le versioni finali si dice fossero molto simili a quelle fatte agli Smart). Come per “Polly,” la band e il produttore realizzarono che c’era qualcosa di speciale nella versione solo acustica di Cobain di questo inquietante scenario di violenza, che si basava su un vero fatto di cronaca che aveva letto. Il colpo di scena drammatico era che il forte anti-violenza, a favore delle donne Cobain cantava la canzone dal punto di vista dell’aggressore.
“Solo perché dico ‘io’ in una canzone non significa necessariamente che sono io,” commentò dopo Cobain. “Molte persone hanno un problema per questo. E’ solo il modo in cui scrivo, di solito prendendo la personalità o il carattere di qualcun altro. Ho solo usato l’esempio di qualcun altro, perché, non so, la mia vita è abbastanza noiosa. Così prendo storie dalla televisione, e cose che ho letto e sentito.”
“’Polly’ fu suonata con una chitarra acustica a cinque corde molto economica che Kurt aveva,” ricorda Vig. “Aveva questo suono metallico. Le corde originali erano ancora su. Non le ha mai cambiate, e non accordò mai nemmeno la chitarra. Era sotto almeno un tono e mezzo dal mi.”
Prima, i Nirvana avevano tentato di registrare una versione con tutta la band di “Polly” per il loro EP Blew. La versione acustica su Nevermind è senza dubbio più vicina nello spirito alla canzone che suonava quando Cobain la scrisse la prima volta. Inoltre fa luce sulla dinamica tra Cobain come compositore ed il resto del gruppo come interprete del suo materiale.
Di solito [la composizione] la faccio su una chitarra acustica, seduto in mutande, provando degli accordi, pezzi di canzoni,” disse Cobain ad una radio australiana. “Chris [Krist] e Dave hanno una grande parte nel decidere quanto una canzone dovrebbe essere lunga e quanti parti dovrebbe avere. Perciò non mi piace essere considerato come il completo compositore. Di solito arrivo con le parti basilari. Arrivo con lo stile del cantato e scrivo le parole, di solito qualche minuto prima che registriamo.”
Grohl divenne una membro dei Nirvana nel settembre del 1990, unendosi a loro dalla band hardcore di Washington D.C. gli Scream. In più la sua agilità muscolare nel suonare portò il potente suono del trio dei Nirvana ad una nuova dimensione. L’arrivo di Grohl accese anche una fresca scintilla nella composizione del gruppo. Nello spazio per le prove a Tacoma, Washington che dividevano con una band locale, i Nirvana si imbarcarono in un regime giornaliero, 15 ore di prove della band per un periodo di quattro o cinque mesi.
“Arrivammo con così tante cose dove andavamo, ‘Dio, questa è la migliore cosa che abbiamo mai fatto!’ Poi ci dimenticavamo come suonarla,” disse Grohl a Circus magazine. “Così tante canzoni furono perse, finché non dicemmo finalmente, ‘Forse le dovremmo incominciare a registrare sulle cassette.’ Così le registrammo, poi perdemmo le cassette.”
Due canzoni che non furono perse erano “Smells Like Teen Spirit” e “Come As You Are,” motivi che si sarebbero dimostrate essere pietre angolari di Nevermind. L’accattivante titolo di “Teen Spirit” era nato in una tipica serata di relax a casa di Cobain, come Kurt raccontò agli ascoltatori di una radio australiana:
“Un mio amico ed io stavamo gironzolando per la mia casa una notte. Eravamo abbastanza ubriachi, e stavamo scrivendo dei graffiti su tutte le pareti della mia casa. E lei scrisse, ‘Kurt smells like Teen Spirit.’ In precedenza, avevamo fatto un discorso sulla rivoluzione adolescenziale e cose così. E presi [quello che scrisse] come un complimento. Pensavo che stesse dicendo che fossi una persona a cui si ci potrebbe ispirare. Pensai solo che fosse una titolo simpatico. E venne fuori che volesse solo dire che odoravo come quel deodorante [chiamato Teen Spirit]. Non sapevo nemmeno che il deodorante esistesse veramente se non dopo che la canzone fu scritta.”
La Geffen Records stava prendendo un attivo interesse nei Nirvana sin dall’aprile del 1990, quando Gary Gersh – poi un uomo della Geffen e ora capo della Capitol Records – vide la band suonare al Pyramid club a New York. Gersh era stato portato al concerto da Kim Gordon e Thurston Moore dei Sonic Youth. Questo mise in moto una serie di eventi che avrebbero portato i Nirvana a firmare con la Geffen. L’accordo fu formalmente consumato il 30 aprile 1991. In maggio, la band arrivò a Los Angeles per cominciare a registrare quello che sarebbe diventato Nevermind.
Secondo Come As You Are (Doubleday, 1994), la biografia dei Nirvana di Michael Azerrad, fu per i suggerimenti di Gary Gersh che la band ri-registrò le loro sei canzoni delle Smart session per Nevermind. Ma fu la chiamata dei Nirvana per usare Vig come produttore. Scelsero lui tra molti nomi di produttori, incluso Scott Litt, Don Dixon e David Briggs. Evidentemente, il lavoro di Vig agli Smart session aveva impressionato la band.
“Fu facile lavorare con Butch,” disse Novoselic ad una radio australiana. “Indica e molto attento a che cosa succede. Lavora molto ma non fa lavorare la band molto.”
Butch Vig dice che la band, felice di essere nella solare Los Angeles fu in generale di buon umore per le sessioni di Nevermind. “Kurt si stava divertendo quando facemmo la registrazione. Che fu prima che diventassero veramente grandi, e avevano un atteggiamento normale nel fare il disco. Non c’era molta pressione – io sentivo più pressione nel fare la registrazione che loro, perché era proprio il primo disco per una major che avevo fatto.”
Con un budget iniziale di 65,000 dollari, la band poteva certamente avere un approccio più rilassato di quello che avevano avuto con Bleach. Cominciarono con tre giorni di pre-produzione, provando i motivi con Vig in una sala prove nel nord di Hollywood. Una delle prime cose che Vig notò è il grande impatto che l’arrivo di Grohl aveva dato sul suono della band.
“Kurt mi chiamò e disse, ‘ho il miglior batterista del mondo!’ pensai, ‘Si, bene. L’ho sentito già prima.’ Ma la prima volta che andammo in quello spazio prove e cominciammo a provare le canzoni, fu proprio bellissimo. Dave era molto potente e perfetto sulla battuta. Potevo dire da allora che Kurt e Chris mentre suonavano con lui avevano definitivamente alzato la loro musica di un altro gradino, in termini d’intensità.”
Il lavoro di pre-produzione fu molto poco leggero; i Nirvana avevano già registrato metà del materiale con Vig una volta. Ed erano ben allenati su molte delle nuove canzoni. “Francamente, non volevo solo provare le canzoni,” dice Vig. “Volevo solo ascoltare gli arrangiamenti e forse fissare un po’ le cose.”
Vig aveva già ascoltato una cassetta con la prova grezze di “Teen Spirit” ma fu spiazzato la prima volta che sentì i Nirvana suonarla dal vivo nella sala prove. “Spinsi per farla suonare più e più volte, perché era una figata! Stavo letteralmente camminando per la stanza, dicendo a me stesso, ‘E’ bellissima!’ Non c’era bisogno di fare molto altro con la canzone. Penso che facemmo poche correzioni. Alla fine di ogni ritornello, c’è una piccola parte ad libidum che Kurt faceva con la chitarra. Originariamente questa accadeva solo alla fine della canzone; la faceva molte volte. Suggerii di spostarla in ogni ritornello e tagliando un po’ i ritornelli. Solo qualche piccolo cambiamento agli arrangiamenti.”
Da lì, la band si spostò ai Sound City studio vicino Van Nuys. Un bel vecchio posto in una povera, per gran parte ispanica della San Fernando Valley, ai Sound City hanno registrato classiche canzoni rock e metal (Fleetwood Mac, Foreigner, Petty, Dio, Crazy Horse, Ratt). Molto importante, la studio ha quello che Vig e la band sentiva che era necessario in modo da avere il suono rock primario che avevano dopo: una larga sala di registrazione e una console vintage Neve. “In quel momento, non avevo mai fatto nessun lavoro a Los Angeles,” dice Vig. “Ma sapevo che era dove la band voleva lavorare, e conoscevo la reputazione dei Sound City. Trovai un accordo così fu conveniente per noi andare lì. Non lo vedemmo. Prenotammo solo e andammo.”
Su un giorno normale, dice Vig, “eravamo in studio da circa mezzogiorno o l’una e ce ne andavamo verso mezzanotte o l’una del mattino.” La band si sistemò in una larga sala dei Sound City, Studio A, per registrare le basi delle canzoni. “Quando facemmo le basi, fu molto veloce,” ricorda Vig. “Penso che passarono cinque o sei giorni in tutto. Dave fu messo nel mezzo della sala. Costruimmo un grosso tunnel di fronte al basso della batteria, così lo potevamo collegare al microfono da lontano e isolarlo da ogni suono nel resto della sala. Chris aveva sistemato il suo basso SVT nel lato, ma poteva suonare nella stanza. Le sue cuffie furono messe affianco alla batteria. Gli amplificatori di Kurt erano in una piccola area isolata, ma era anche nella sala e poteva cantare nel microfono. Cominciammo a fare una canzone e di solito finivano la base in due o tre battute. Se c’era un accordo saltato o una nota del basso sbagliata, tornavamo indietro e inserivamo [la nota corretta].
“ ’Territorial Pissings’ fu praticamente in prima battuta. ‘Lithium’ fu un po’ più difficile. Fu l’unica volta in cui usammo la guida all’inizio della canzone. Perché, per un qualunque motivo, la band prendeva a spingere troppo velocemente. Decidemmo che volevamo farlo in modo reale anche nel tempo. Dave non aveva mai suonato con una guida prima, ma non fu per lui un gran problema. Dopo tre o quattro battute con la guida, lo fissammo.
“Dopo un paio di battute di ‘Territorial Pissings,’ è quando fecero quella canzone, ‘Endless Nameless’ [la traccia noise a sorpresa che inizia 13 minuti e 51 secondi dopo la fine della finta canzone finale dell’album, ‘Something in the Way’]. Kurt era molto frustrato perché la canzone prese a spingere e non stavano suonando particolarmente tirati. E si lanciarono in quella traccia bonus del CD ed esplosero totalmente. Nel mezzo della canzone, sfondò la chitarra in pezzettini. Così passammo la miglior parte del resto della giornata andando in giro per Los Angeles cercando di trovare una chitarra per mancini di sostituzione.”
Un’altra traccia problematica fu “Something in the Way.” “Inizialmente volevano registrarla con tutta la band,” dice Vig. “Ma ciò provocò delle difficoltà di registrazione. Non funzionava. Kurt non era molto contento. Infine venne da me e disse, ‘Bisogna che suoni con questa melodia. Quale ti piace di più?’ E suonò la canzone in un paio di versioni differenti e gli diedi qualche suggerimento.”
Dopo che le basi furono completate, i Nirvana andarono in un’altra, piccola sala dei Sound City, Studio B, per le doppie chitarre. “Cominciammo ad aggiungere la seconda chitarra ritmica alle canzoni,” dice Vig, “e Kurt cominciò a lavorare un po’ alle parti vocali. Dave fece degli accordi.”
Le sessioni per la parte vocale principale erano fatte generalmente in una battuta diretta, con solo Cobain ed il produttore presenti. Il microfono per la voce fu sistemato nell’area dello studio grande, “ma era praticamente un salotto,” dice Vig. “C’erano delle candele lì, e una grossa coperta sul pavimento. Un buona sensazione. Dave a Chris erano in giro, ma giocavano fuori a biliardo o a guardare la televisione. Entravano nella sala controllo e ascoltava per un po’, ma Kurt voleva essere lasciato solo quando stava facendo le sue parti vocali. Inoltre in realtà non gli piaceva usare le cuffie quando cantava, così preparammo un sistema abbastanza elaborato dove poteva usare gli altoparlanti.”
La leggendaria impazienza di Kurt per le molte battute venne alla ribalta a questo punto. “Voleva fare tutto alla prima o seconda battuta,” dice Vig. “Faceva un paio di battute, ‘E’ tutto. Non lo farò più.’ La parte complicata era cercare di trovare il modo di motivarlo per avere una buona performance. Qualche volta la prima e seconda battuta erano brillanti, ma delle volte avevano bisogno di lavoro. C’era bisogno di più attenzione. Quello che finì per fare fu di registrare tutto quello che cantava, anche il riscaldamento. Molte volte, io ero convinto di andare per la prima battuta, ma lui pensava che era solo un riscaldamento. Allora dovevo spostare su una nuova traccia e dicevo a Kurt, ‘Okay, sei pronto per la tua prima battuta,’ Se ne ero fortunato, potevo avere al massimo quattro tracce da lui. Allora prendevo le migliori parti di queste e facevo l’originale.”
La sofferenza di Cobain, una condizione dello stomaco in diagnosticabile portava le sessioni ad una sosta, ricorda Vig. “Era molto sensibile ad alcuni cibi. Delle volte facevamo la cena e cominciava a fargli male un’ora e mezza dopo e finivamo col spendere 45 minuti nel bagno. Prendeva di continuo Pepto Bismol e cose per calmare il suo dolore.”
Ma oltre tutto, l’umore nello studio era generalmente allegro. “Kurt e Chris erano molto felici che Dave si fosse unito alla band,” dice Vig. “Erano a Los Angeles, avevano appena firmato un contratto discografico con la Geffen, avevano dei soldi liquidi, così uscivano fuori e facevano dei piccoli party. So che di solito andavano a Venice e stavano tutta la notte fuori. Dopo che finivamo di lavorare nello studio a mezzanotte o l’una, andavano e stavano fuori fino all’alba. Perciò delle volte tornavo nello studio all’una e loro non si facevano vedere fino alle tre perché dormivano. Ma in effetti, si facevano vedere quando c’era bisogno di vedersi. Non c’era nessun vero party che cominciava nello studio. Erano lì per lavorare.
Nel frattempo a Los Angeles, la band stava negli Oakwood Apartments vicino Universal City. “Un paio di volte andai a prenderli lì e avevano trasformato letteralmente il loro posto in una casa di single. C’erano contenitori di cibo che giacevano dappertutto e vestiti buttati intorno e chitarre acustiche che distese nella stanza. So che erano molto eccitati di stare lì perché gli Europe stavano affianco a loro. Che era la band che ebbe un grande successo negli anni ottanta con ‘The Final Countdown.’ I ragazzi degli Europe si andavano a sedere con le loro ragazze al biliardo ogni giorno. E ricordo Chris e Dave e Kurt prenderli in giro. Non erano grandi fan degli Europe.
Lavorando ai Sound City nello stesso periodo dei Nirvana c’erano i Sidewinders, una band dell’Arizona che Vig aveva registrato che ora stavano lavorando con David Briggs (il quale, abbastanza imbarazzante, i Nirvana avevano scartato come produttore per Nevermind). Vig ricorda che il ragazzi degli Sidewinders “venivano e chiedevano, ‘Wow, ci potresti far sentire delle cose che i Nirvana stanno facendo?’ Questo fu il primo sentore che ebbi che c’erano delle persone li fuori che erano veramente totalmente ossessionate con i Nirvana.”
La band arrivò fino al 16° giorno che avevano prenotato ai Sound City prima di finire le doppie chitarre. Prenotarono altri quattro o cinque giorni ai Devonshire Studios vicino Burbank, dove completarono i loro doppiaggi e fecero un mixaggio preliminare. Uno degli ultimi doppiaggi ad essere completati era la parte di violoncello in “Something In The Way,” la traccia che aveva dato loro difficoltà per tutto il tempo. La parte di violoncello fu suonata da Kirk Panning.
“Quella canzone non era realmente scritta fino ad una settimana prima che andassimo in studio,” Cobain disse ad una radio Australiana. “Sapevo che ci volevo un violoncello, ma alla fine la musica era stata registrata, ci eravamo dimenticati di inserirci un violoncello. Avevamo un altro giorno allo studio e decidemmo, ‘Oh accidenti, dovremmo ingaggiare un violoncellista, sai, e metterci qualcosa dentro.’ Eravamo ad un party e stavamo domandando a qualcuno dei nostri amici se conoscessero qualcuno che sapesse suonare un violoncello, e capitò proprio che uno dei nostri migliori amici a Los Angeles fosse un violoncellista. Così lo portammo allo studio nell’ultimo giorno e dicemmo, ‘Qui, suona qualcosa.’ E arrivò con una parte buona. E’ come un domino.”
Da un punto di vista tecnico, comunque, non fu tutto così facile. “Kirk è bravo a suonare il violoncello,” dice Vig, “ma fu difficile rendere i suoi strumenti in tono con la chitarra di Kurt. Quella vecchia acustica a cinque corde di Kurt era accordata alcuni toni sotto e non era accordata a nessuna tonalità standard. Ricordo che mi irritai per tutta la traccia. Fu difficoltoso anche rendere il basso di Chris in tono con la chitarra. Non potevi usare nessun tipo di accordatore normale.”
Durante al Devonshire, Vig e la band fecero un primo passo nel missaggio del disco. “Mixai tre o quattro tracce con la band,” dice il produttore, “ma nessuno di noi era molto contento su come erano venute fuori. Per me, suonavano troppo rozze. Kurt diceva, ‘Togli tutti gli alti dalle chitarre.’ E io dicevo, ‘Non voglio che suonino opachi.’ C’era anche una tendenza ad affondare le parti vocali. I mixaggi suonavano più punk rock in quel modo, ma le canzoni non suonavano messe a fuoco per me.”
Così decisero di chiamare qualcun altro per mixare l’album. Gary Gersh della Geffen mandò una lista di possibili nomi. “Scott Litt era in cima alla lista,” ricorda Vig, “ma Kurt disse, ‘No, non voglio suonare come i R.E.M.’ Ed Stasium era anche nella lista. A cui Kurt disse, ‘No, non voglio suonare come i Smithereens.’ Arrivò fino alla fine della lista ed Andy Wallace era lì. C’era ‘Slayer’ affianco al suo nome. E Kurt disse, ‘Prendiamo questo tipo.’ ”
I miraggi furono fatti allo Scream, un altro studio della valle di San Fernando. “Praticamente, lasciai andare Andy sulle tracce da sé per qualche ora,” ricorda Vig. “Quando finì, mi chiamò dentro, e portai la band e facemmo i pignoli. Mixammo una canzone o due al giorno. L’intero disco impiegò nove o dieci giorni per mixarlo.”
Oltre al fatto che Wallace era una scelta propria di Cobain, e che la band partecipò nel processo di mixaggio, Cobain successivamente si lamentò alla stampa che i mixaggi di Wallace resero il suono di Nevermind troppo pulito, e che era “più vicino ai Motley Crue che ad un disco punk rock.”
“Ma penso che parte di questo era solo una reazione di Kurt al successo che ebbe Nevermind,” dice Vig. Se avesse venduto solo 50,000 copie, probabilmente non avrebbe avuto nessun commento su quanto era o non era troppo pulito.”
Nel momento in cui i master finali furono dati all’etichetta, la band aveva speso 130,000 $ che, oltre ad essere il doppio del loro budget iniziale, è ancora una cifra relativamente esigua per un album multi-platino. Con la musica conclusa, l’attenzione si spostò sulla copertina.
“Un giorno Dave ed io eravamo seduti a guardare un documentario sui bambini che nascevano in acqua,” disse Cobain nella sua intervista alla radio Australiana. “Pensai che era una immagine proprio pura, così decidemmo, ‘Mettiamola sulla copertina dell’album.’ Così quando mettemmo una foto di un bambino sott’acqua, pensai che sarebbe stato bello [aggiungere] un amo con attaccato un dollaro. E così è nata la copertina.”
Il retro di Nevermind ritrae una fotografia di Cobain fatta qualche anno prima, con uno sfondo costituito da una collage fatto di foto di carne cruda, vagine (secondo quanto riportato da alcuni) e figure da un dipinto dell’Inferno di Dante. In primo piano c’è Chim Chim, la sua scimmia giocattolo che è apparsa nelle prime copertine dei Nirvana.
“Ero in una fase di fotografia bohémien, capisci?,” disse Cobain dopo. “Se guardi attentamente, c’è anche una foto dei Kiss, nel retro, che stanno su una fetta di manzo.”
Nevermind uscì il 24 settembre 1991. Come tutti gli album rock, documenta il mondo dell’artista nel periodo in cui la registrazione fu fatta. Questa importante registrazione portò i Nirvana ad un alto punto: nel mezzo di un ondata creativa, qualcosa a metà tra oscurità e celebrità. “Stavamo vivendo la tipica crisi punk rock della band-che-va-in-una-major,” Cobain disse nel 1991, appena dopo che Nevermind fu pubblicato. Ma comprendeva anche l’esistenza di qualcosa di più importante del passare le mode musicali e variabili percezioni di “credibilità” e “autenticità”. Su un livello oltre tutto questo, sembrava realizzare che le canzoni di Nevermind potessero restare nel tempo.
“La gente si è aperta ad un apprezzamento del hard rock nel punk, ed è bello che si sono fusi insieme,” Cobain disse al Monday Morning Replay nel dicembre 1991. “Ora è tempo di apprezzare il lato pop. L’opinione è una cosa. Ma una buona canzone è la cosa più importante. E’ l’unico modo per realmente toccare qualcuno.”
Kurt74Amministratore del forumPROIETTA UNA GRANDE OMBRA
KURT COBAIN
VISIONARIO ROCK, PADRE DEL GRUNGE, VOCE DELLA DISAFFEZIONE – FU ANCHE UN POTENTE E INFLUENTE CHITARRISTA. ALAN DI PERNA PARLA DEL SUO IMPATTO SULLA MUSICA AMERICANA – E PERCHE’ UN UOMO CHE EBBE TUTTO ARRIVO’ ALLA TERRIBILE CONCLUSIONE DI NON AVERE NIENTE.[1]
Come leader dei Nirvana, Kurt Cobain diresse la musica rock negli anni ’90, ed oltre. Fu la più importante figura del grunge, lo stile crudo, heavy, schietto che rimarrà per tutto il tempo come significante dell’era, come il glam fece per gli anni ’70 e la psichedelica per i ’60.
Come persona umana, Cobain personificò le inquietudini, le frustrazioni e la disperazione della sua generazione – ragazzi da famiglie separate, giovani ragazzi e ragazze che guardano ad un futuro di ridotte aspettative economiche. Un disadattato dentro un istituzione chiamata rock and roll, i valori punk di Kurt lo posero in contrasto dal nome rock star che il mondo fu così desideroso di affibbiargli. Come ha scritto nella sarcastica “Radio Friendly Unit Shifter” (In Utero), “I do not want what I have got.” (non voglio ciò che ho N.d.T.) La morte di Kurt Cobain – all’età di 27 anni, con una ferita auto-inflitta alla testa con un fucile calibro 12 – negò una voce a una generazione molto bisognosa di un sostegno, conforto e un amico.
Nato il 20 febbraio, 1967, Cobain aveva solo 8 anni quando i suoi genitori divorziarono. Anche se quasi universalmente associato con Seattle, in realtà era di Aberdeen, Washington, una piccola, economicamente depressa città di trasportatori di legname a più di 100 miglia da Seattle. “Bianchi poveri che si comportano come piccoli borghesi,” fu come Cobain descrisse la sua origine al biografo Michael Azerrad nel recente Come As You Are: The Story of Nirvana. A quanto si dice, Kurt fu profondamente e irrimediabilmente segnato dal divorzio dei suoi genitori. Dopo la separazione, non ebbe mai realmente una casa stabile da adolescente. A scuola fu diagnosticato come iperattivo e gli fu data la droga Ritalin. Lasciò alla fine delle superiori. Cobain non corrispondeva allo stereotipo di maschio macho che era imposto ai giovani ragazzi di Aberdeen. Non andava a caccia, non faceva sport o altre occupazioni “maschili”, invece gli piaceva sballarsi con i fannulloni locali. Fu bersagliato a scuola per essere amico di uno studente gay. Successivamente, avrebbe parlato veementemente contro l’omofobia, sessismo e razzismo.
Cobain dimostrò un abilità artistica sin da bambino, e i suoi collage, sculture e altri dipinti decorano i dischi dei Nirvana. Non fosse diventato un musicista, avrebbe avuto sicuramente una buona carriera nelle arti visive. Ma quando aveva 14 anni, il destino lo portò verso un’altra via: suo padre gli comprò la sua prima chitarra elettrica, con cui Kurt scoprì che era più portato a suonare da mancino. I gusti musicali di Cobain crebbero uguali a quelli di molti musicisti della sua generazione. Sua madre lo introdusse ai Beatles, i Monkeys e altra musica pop anni ’60 quando era molto giovane, ma passò su band come i Led Zeppelin, Black Sabbath e AC/DC mentre era nella sua pre-adolescenza. Quando il punk rock fece il suo arrivo ad Aberdeen, ad un certo punto nei primi anni ’80, Cobain lo abbracciò entusiasta. Anni dopo, si sarebbe imbarazzato quando i parenti e gli amici di gioventù gli ricordavano che strimpellava su dischi degli Iron Maiden o disegnava il logo dei Led Zeppelin sulla parete della sua stanza. Ma precisamente è stata la combinazione dell’heavy metal e del punk dei primi anni ’80 (Black Flag, Flipper, ecc.) che successivamente sarebbe stato conosciuto come grunge ed avrebbe avuto uno straordinario effetto sulla gente.
Cobain cominciò a scrivere canzoni appena dopo aver abbracciato la chitarra. La sua prima band, un trio chiamato Fecal Matter, non durò molto. Ma nel 1986, lui ed il bassista Chris (dopo Krist) Novoselic, un amico delle superiori di Aberdeen, si unirono per formare il nucleo di una band che avrebbe dovuto eventualmente chiamarsi Nirvana. (Cobain voleva chiamarla Skid Row ad un certo punto).
Nel 1987, Cobain si spostò a Olympia, Washington, un città da college che era più boheme di Aberdeen e circa 50 miglia più vicina a Seattle. I conoscenti di quel periodo lo ricordano come un calmo, solitario ragazzo che stava soprattutto dentro l’appartamento che divideva con la sua ragazza, lavorando alle sue sculture e collage. Un assiduo frequentatore di negozi economici e mercatini di scambio, Cobain comprava continuamente vecchie bambole e altre cianfrusaglie, molte di cui usava nei suoi lavori. Applicò la sua estetica di negozi economici alle sue chitarre e divenne famoso per aver suonato una serie di offerte speciali elemosinate in vecchi negozi di pegni. Ma c’era una risvolto pratico per la sua ossessione con le sei corde messe da parte: chitarre per mancini d’occasione sono difficili da trovare e Cobain suonava con talmente tanta violenza che le Fender Jaguar e Jazzmaster che erano le sue chitarre di scelta frequentemente dovevano essere sostituite. (Nel periodo prima di essere rese popolari da band come Sonic Youth, Dinosaur Jr e Nirvana, le Jag e Jazzmaster si potevano avere per prezzi irrisori.) Poco prima della sua morte, Cobain disegnò un modello personalizzato un ibrido tra una Jaguar e una Mustang per la Fender.
A inizio del 1988, Cobain , Novoselic ed il batterista Dale Crover andarono a Seattle per fare un demo ai Reciprocal Recordings Studios con tecnico del suono Jack Endino, un importante figura nell’ influente etichetta indie della città, la Sub Pop. Il demo portò ad un accordo con la Sub Pop, e l’11 giugno 1988, con Chad Channing ora alla batteria, i Nirvana pubblicarono il loro primo singolo, “Love Buzz”, una cover di una oscura canzone degli Shocking Blue, gruppo olandese dei primi anni settanta che ebbe un grande successo con “Venus”. Un anno dopo, il primo album dei Nirvana, Bleach, uscì su Sub Pop.
Cobain spesso diceva nelle interviste che lui deliberatamente soppresse il suo maggiore melodico, eccentrico, lato “new wave” su Bleach. (Kurt spesso usava il termine “new wave” per descrivere tutto ciò che andasse dai Young Marble Giants e Gang of Four ai Butthole Surfers e Scratch Acid, tutti gruppi che ebbero una grande influenza su di lui.) La sua sensazione era che questa sensibilità non si adattava bene all’estetica hard rock primi anni settanta della Sub Pop, come esemplificato da Soundgarden e Green River, il gruppo che poi si trasformò nei Pearl Jam.
I gusti musicali di Cobain abbastanza più estesi della dieta di noise alternativo sostenuta da Sub Pop ed etichette indie similari. Ma arrivando dalle rurali terre desolate di un posto come Aberdeen, poteva vedere dopo i Nirvana si inserivano. “Noi siamo un esempio perfetto di comuni ventenni non educati dell’America degli anni ’90,” Cobain disse a Michael Azerrad. “[Noi siamo] punk rocker che non eravamo nel punk rock quando era prospero. Tutta la mia vita, le cose sono state così, perché quando ascoltavo i Beatles, i Beatles si erano divisi da anni e non lo sapevo… La stessa cosa con i Led Zeppelin.”
Ma il senso di affinità di Cobain con i suoi gruppi dell’adolescenza andava oltre la musica: “La mia storia è esattamente la stessa a quella del 90% di quelli della mia età,” diceva. “I genitori di ognuno avevano divorziato. I loro figli fumavano erba durante le superiori, erano cresciuti nel periodo quando ci fu una grande minaccia comunista e tutti pensavano che sarebbero morti in una guerra nucleare E le personalità di ognuno sono praticamente le stesse.”
Cobain fu un riluttante, involontario portavoce per la sua generazione. Era a disagio con la notorietà, anche con la notorietà underground che i Nirvana avevano guadagnato con l’intensità di Bleach ed il suo seguente EP, Blew, pure uscito nel 1989. Nel primo tour europeo della band, un estenuante percorso con pochi soldi con la band Tad, Cobain ebbe quello che il co-proprietario della Sub Pop Bruce Pavitt descrisse come un collasso nervoso sul palco a Roma [al Piper il 27 novembre 1989 N.d.T.], precipitandosi fuori dal palco, arrampicandosi sui travetti e urlando alla folla. Aggiungendosi in maniera considerevole all’infelicità di Cobain fu il suo cronico, indiagnosticabile dolore di stomaco, che cominciò subito dopo il trasferimento a Olympia e l’avrebbe torturato per il resto della sua vita.
Ma l’esistenza di Cobain non fu completamente incolore. Nel 1990, cominciò una relazione con Tobi Vail, della band delle Bikini Kill, una leader nel radicale movimento femminista riot grrrl. Apparentemente prese seriamente la relazione; a quanto si dice, non fu un disinvolto donnaiolo. Disse a Michael Azerrad che dormì con solo due ragazze nel corso di tutto il tour dei Nirvana. “Sono stato sempre alla vecchia maniera in questo aspetto,” disse. “Ho sempre voluto un ragazza con cui avrei potuto avere un bella relazione per molto tempo. Avrei voluto essere capace di avere molte avventure amorose, ma ho sempre voluto avere più di questo.”
La carriera dei Nirvana cominciò ad accelerare ad un ritmo frenetico durante il 1991 [1990]. In Aprile, andarono a registrare con il produttore Butch Vig agli Smart Studios, la sua struttura di registrazione a Madison, Wisconsin. Conosciuto meglio ora come batterista dei Garbage, prima Vig era un promettente produttore indie per gli stimati dischi di Laughing Hyenas, Smashing Pumpkins, Firetown, Tad e Killdozer, insieme ad altri. La registrazione della canzone “Polly” che figurò sull’epocale album dei Nirvana Nevermind veniva dalle sessioni agli Smart. Versioni grezze di cinque altre canzoni di Nevermind – “In Bloom,” “Dive,” “Lithium,” ”Breed” e “Stay Away” – furono registrate durante la settimana di registrazione.
Un mese dopo i giorni agli Smart, il batterista Chad Channing lasciò i Nirvana. Fu sostituito da Dave Grohl, un forte batterista da Washington, DC, della scena hardcore. Grohl portò il suono dei Nirvana ad un nuovo livello di intensità. Prima che la formazione “classica” dei Nirvana si formasse, un buon accordo discografico non era molto lontano. La Geffen Records stava prendendo un attivo interesse nella band sin da aprile del 1990, quando Thurston Moore e Kim Gordon dei Sonic Youth (che avrebbero di lì a poco firmato loro stessi per la Geffen) portarono Gary Gersh dell’etichetta A&R ad un concerto dei Nirvana a New York. Un accordo fu formalmente sottoscritto un anno dopo, il 30 aprile 1991. In maggio, Cobain, Novoselic e Grohl erano a Los Angeles con Butch Vig, per registrare quello che stava per diventare un album rock epocale, Nevermind del 1991.
“Kurt si divertiva quando fece quel disco,” ricorda Vig. “Che fu prima che i Nirvana diventassero veramente grandi. Avevano un tipo d’atteggiamento noncurante sul fare il disco. Non c’era molta pressione. Sentivo io più pressione sul fare il disco che loro. Perché era in realtà il primo disco per una major che stava facendo.”
Con un budget iniziale di 65,000 dollari, la band poteva avere un approccio con più calma di quello che avevano avuto con Bleach (che costò solo 606,17 dollari per farlo). Cobain, nel frattempo, era apprensivo nell’essere visto con un prodotto di una major. Dopo che Nevermind fu completato, aveva paura che sembrasse troppo leggero – che il mix finale del disco, completato dal produttore Andy Wallace, fosse troppo radiofonico.
“Ricordando la produzione di Nevermind, mi sento un po’ imbarazzato,” Cobain disse a Azerrad “E’ più vicino a un disco dei Mötley Crue che a un disco punk rock.”
Comprensibili invece possono essere, gli scrupoli artistici di Cobain sulle vendite del disco. E’ sorprendentemente un album potente, un’inconfutabile dichiarazione dell’arrivo di una nuova importante band. Il primo singolo del disco, “Smells Like Teen Spirit,” divenne all’istante un inno. E’ una vetrina per il tipo di espressione del ritmo che caratterizzava il moro di suonare, scrivere e della personalità di Cobain. La melodia è una brillante evocazione di volatili emozioni, con i suoi versi astiosi, stanchi del mondo che esplodono nei potenti accordi abrasivi nel ritornello.
In un intervista ad una radio australiana, Cobain raccontò che l’accattivante titolo della canzone venne fuori da una serata in relax a casa sua.
“Un mio amico ed io stavamo gironzolando per la mia casa una notte. Eravamo abbastanza ubriachi, e stavamo scrivendo dei graffiti su tutte le pareti della mia casa. E lei scrisse, ‘Kurt smells like Teen Spirit.’ In precedenza, avevamo fatto un discorso sulla rivoluzione adolescenziale e cose così. E presi [quello che scrisse] come un complimento. Pensavo che stesse dicendo che fossi una persona a cui si ci potrebbe ispirare. Pensai solo che fosse una titolo simpatico. E venne fuori che volesse solo dire che odoravo come quel deodorante [chiamato Teen Spirit]. Non sapevo nemmeno che il deodorante esistesse veramente se non dopo che la canzone fu scritta.”
Cobain notoriamente lavorava veloce come scrittore. Aveva scritto le parole per le sue canzoni in macchina sulla via per lo studio, o anche qualche secondo prima di dover registrare la parte vocale definitiva. Ma la non studiata, frettolosa qualità delle sue parole sono parte della sua espressività. Le sue canzoni sono come l’azione del dipingere: esplosioni cinetiche, disconnesse di collerica energia. Si sposta da un argomento all’altro in un modo che è stato paragonato ad un adolescente irrequieto che gira canale nel deserto della TV via cavo. E’ stato fatto notare che le parole di Cobain erano inseparabili dal suo modo di cantare lamentoso, stridente. Nessun altro avrebbe potuto cantare queste parole con esattamente lo stesso effetto. Ma è ugualmente vero che la caratteristica voce di Cobain era inseparabile dal suo modo di suonare la chitarra. La voce ed il modo di suonare nei Nirvana sfregava contro l’un l’altro in una dinamica cambiante , come una coppia che fa l’amore, o litiga, o entrambe allo stesso tempo, con il ritmo variabile e la distorsione granulosa della chitarra di Cobain che sgorgava a dominare in un momento per poi successivamente scivolare in una quiete subacquea.
I mesi seguenti all’uscita di Nevermind furono turbolenti per Cobain. Non ci furono solo le pressioni di una notorietà improvvisa, grandissima da affrontare, ma entrò anche in due relazioni che avrebbero avuto un profondo effetto su di lui. Una fu con Courtney Love, da tempo nella scena punk e vistosa front woman del gruppo degli Hole. L’altra fu con l’eroina. Cobain e la Love si incontrarono la prima volta ad una concerto dei Nirvana nel 1989, ma non si impegnarono l’uno con l’altra sino al ’91, dopo che Kurt andò a Los Angeles per registrare Nevermind. La Love fu spesso accusata di aver introdotto Kurt all’eroina, ma lui aveva già provato la droga in precedenza nei suoi giorni ad Aberdeen. Cobain insistette sempre col dire che divenne un eroinomane di propria volontà, perché era l’unica cosa che sembrava calmare il terribile dolore del suo stomaco. Nel descrivere questo dolore ad Azerrad, Cobain disse delle frasi apparentemente retoriche che dopo risultarono tragicamente profetiche: “A metà del [ultimo] tour europeo [dei Nirvana], ricordo che dissi che non sarei andato mai di nuovo in tour finché non avessi risolto il problema perché mi volevo uccidere. Volevo spaccarmi la testa, ero così stufo.”
Cobain e la Love si sposarono il 24 febbraio 1992. La loro figlia, Frances Bean Cobain, nacque il 18 agosto dello stesso anno. Per le notizie dei giornali – false, insisteva la Love – che dicevano che aveva usato eroina mentre era incinta, il Servizio dei Minori di Los Angeles cominciò a procedere per togliere la figlia dei Cobain da loro. Fu l’inizio di una lunga e difficile battaglia legale che la coppia alla fine vinse, nel marzo del 1993. Ma non fu solo la legge che sembrava averne per i Cobain. Provocativa, esplicita e scontrosa, la Love non piaceva a molti fan dei Nirvana che la percepivano come una donna che si sposa per interesse che manipolava il passivo Cobain. Love spesso scherzava sull’essere la Yoko Ono della sua generazione.
Ma anche nel mezzo di tutte queste difficoltà, la carriera dei Nirvana continuò a salire, e Cobain continuò a migliorare come compositore. Il dicembre del 1992 vide l’uscita di Incesticide, una collezione di rarità mai pubblicate. Tracce come “Hairspray Queen” e “Mexican Seafood” ritornavano al primo demo prodotto da Jack Endino. Il pubblico finalmente potette sentire quel lato “new wave” che Cobain aveva soppresso su Bleach e Nevermind. Mentre, ad un livello ben più avanzato, Cobain stava scrivendo le canzoni per quello che sarebbe diventato l’ultimo, e forse più bello, album di studio dei Nirvana, In Utero. Grazie al successo della band, Cobain fu finalmente in grado di fare l’album che avrebbe sempre voluto fare.
L’influente produttore di rock alternativo Steve Albini (Pixies, Sonic Youth, Jon Spencer Blues Explosion) fu scelto per produrre il disco. “La ragione principale per cui abbiamo registrato In Utero con Steve Albini è che riesce ad avere un suono che suona come se la band sia in una stanza non più grande di quella in cui siamo ora,” disse Cobain in una intervista in una stanza di hotel con il giornalista inglese Jon Savage. “In Utero non suona come se fosse stato registrato in una hall, o che sta cercando di suonare fuori del normale. E’ molto diretto e reale.”
Come scrittore, Cobain aveva cominciato ad allontanarsi dalle tecniche all’ultimo minuto, di libera scrittura associativa che aveva usato in passato. “Ci sono più canzoni su questo album che sono tematiche,” disse a Savage, “che sono effettivamente su qualcosa, piuttosto che solo spezzoni di poesia. Come ‘Scentless Apprentice’ è sul libro Profumo, di Patrick Suskind. Non penso di aver mai scritto una canzone basata su un libro prima.”
Il risultato di tutti questi lavori è un album molto diverso e avventuroso di Nevermind. La capacità di scrittura di Cobain era diventata più concentrata e sicura. “Serve the Servants” si volge al beatleslesco, mentre “Scentless Apprentice” è vicina ad una delle cose più heavy che in Nirvana abbiano registrato. Tracce come “Rape Me,” “Heart Shaped Box” e la sontuosa “Pennyroyal Tea” mostravano l’unico senso di Cobain di scrivere frasi melodiche: frasi vocali di lunghezza irregolare che generalmente sfociano sul terzo maggiore di qualunque accordo il cantante si trova a suonare quando la frase finisce. Le parole e i disegni delle copertine di Cobain suggeriscono una pacificamente rassegnata accettazione del ciclo della vita, dalla nascita alla morte. Anche le più disturbate immagini dell’album di disagio e sofferenza sembrano appropriati elementi di quel ciclo.
Un simile umore di tranquillità un po’ soprannaturale pervase l’apparizione dei Nirvana il 18 novembre 1993 all’Unplugged di MTV e l’album che fu tratto da questo. La decorazione del palco, con i suoi pesanti tendaggi, candele, fiori e la luce mutata al blu, fu disegnata dallo stesso Cobain. Visto con il senno di poi, il disegno del set sembra presagire la morte di Cobain pochi mesi dopo l’apparizione all’Unplugged. “Kurt sembrava piacergli prendere le cose e internalizzarle,” dice al produttore dell’Unplugged Alex Coletti. “Avevo sentito che era tipo un artista visivo. Così oltre ad assicurare che fosse contento per il set del palco, poiché sembrò mostrare in questo, pensai che sarebbe stato buono se desse dell’input creativo. Fu abbastanza cooperativo. Specificò che voleva gigli di stelle, che sono quei grossi fiori bianchi. ‘Intendi come un funerale?’ chiesi. ‘Si,’ disse. Non voglio leggerci molto in questo, ma questo ricordo certamente mi spaventò un paio di mesi dopo.”
“Kurt voleva qualcosa che si allontanasse dal monotono, normale set televisivo,” dice il tour manager dei Nirvana Alex MacLeod. “Non voleva che sembrasse come un palco vuoto. Aveva visto molti Unplugged show prima e sentiva che non erano veramente unplugged. La sua sensazione era che molte delle band avevano solo usato gli strumenti semiacustici e suonato le loro canzoni esattamente allo stesso modo che avrebbero fatto se avessero fatto uno show intero. Volle rendere l’apparizione Unplugged dei Nirvana un po’ differente, una sorte di set a prima battuta. Veramente rilassato. Solo entrare e suonare qualche canzone e, fino ad un certo grado, fare cambiamenti agli arrangiamenti. Cercarono di attenersi agli strumenti acustici quanto più possibile. Kurt voleva renderlo qualcosa che sarebbe sembrato un lato molto differente della band.”
Essere chiamato a fare l’Unplugged era un attestato di stima per Cobain, una conferma del suo arrivo come un significativo compositore rock. Lo show è stato sempre un luogo di cambiamenti di tono, un’opportunità mettere da parte gli alti decibel e lasciare che le canzoni stessero nella loro melodica e lirica essenza. Resistendo alle considerevole pressione di MTV di concentrarsi maggiormente sui grandi successi dei Nirvana nella sua performance, Cobain compose un lista diversa che includeva sia più conosciute che meno conosciute canzoni sue, sia qualche cover.
“Era la prima volta da molto tempo che li vedevo così nervosi nel fare qualcosa,” dice Alex MacLeod. “Le cose erano arrivate al punto che uscivano e suonavano di fronte a 7,500 o 10,000 persone, come [molto disinvoltamente] ‘Okay, boom, facciamolo.’ Ma erano molto nervosi nel fare l’Unplugged. Perché si stavano abbandonando a se stessi apertamente.”
Lo spettacolo si rilevò essere uno stimolante successo. Fu completato da un incantevole versione di “Where Did You Sleep Last Night,” una canzone tradizionale registrata da uno degli eroi musicali di Cobain, l’archetipo del cantante folk americano, Leadbelly. Avendo causato dolore, gridando giustizia alla ballata ossessionata dalla morte, Cobain lasciò il palco, per non tornare mai.
Se solo la vita stessa Cobain fosse stata capace di ottenere un simile senso di trionfante completamento. La triste catena d’eventi che portarono alla sua morte probabilmente cominciò il 4 marzo 1994, a Roma, quando Cobain piombò in un coma quasi fatale dopo aver preso almeno 60 pillole di sedativi bagnate con lo champagne. Inizialmente descritto come un incidente,il Los Angeles Time dopo disse che l’overdose fu di fatto un tentativo di suicidio e che Cobain aveva lasciato anche una nota di suicidio. (Il giornale citò “fonti vicine alla situazione che hanno chiesto di non essere identificate” come base per questa dichiarazione.) Due settimane dopo, Courtney chiamò la polizia alla casa che lei e suo marito dividevano a Seattle. A seguito di una discussione con la Love, Cobain apparentemente si era chiuso in una stanza con tre o quattro fucili (le ricostruzioni variano) e 25 scatole di munizioni. La Love chiamò la polizia perché aveva paura che lui volesse uccidersi. Cobain negò questo, dicendo che semplicemente voleva rimanere per un po’ da solo. Gli ufficiali gli confiscarono le armi, tuttavia. Cobain aveva cominciato ad ammassare una collezione di fucili, a scopo protettivo, disse, quando lui e la Love vivevano a Los Angeles.
Il 28 marzo, Cobain e la Love tornarono a Los Angeles, lei per dare alcuni dettagli finali all’uscita del nuovo album degli Hole, lui per entrare in un centro di riabilitazione dalle droghe. Questo fu l’ultimo dei molti inutili tentativi di riabilitazione. Tre giorni dopo, Cobain all’improvviso lascio la clinica e apparentemente volò a Seattle. Spaventata per la sua sicurezza, Love ingaggiò un detective privato che provò invano a trovarlo. La mattina dell’8 aprile, il suo corpo fu trovato nella casa che aveva a Seattle. Un elettricista che era venuto a lavorare all’edificio fece la scoperta. Gli esperti di medicina determinarono che Cobain era morto da molti giorni.
Poco prima della morte, notizie che i Nirvana avevano deciso di separarsi vennero fuori. Nella sua lettera di suicidio, Cobain disse, “Non ho provato il piacere di sentire o di creare musica da molti anni ormai. Mi sento colpevole al di là delle parole su queste cose.” La lettera va avanti per ringraziare i fan dei Nirvana per le loro “lettere e comprensione durante gli ultimi anni.”
Oltre alle tante ironie associate alla breve, triste vita di questo artista brillante c’è che mentre lui fu incapace di vincere la sua intensa sofferenza, la sua musica ha aiutato milioni di fan ad affrontare le loro.
Kurt74Amministratore del forumE’ stato veramente un grande concerto, e se ce ne fosse bisogno, il ClanDestino ha dimostrato ulteriormente di essere avanti anni luce alla banda. Il grande Max Cottafavi non ha sbagliato una sola nota degli assoli, mentre Poggipollini mi ha fatto ribrezzo, e sull’assolo di Libera nos a Malo, non ho resistito a mandare un gran vaffanculo alla banda, a proposito ma di preciso chi dei tre chitarristi della banda ha fatto l’assolo di Libera nos a Malo ?
Cmq un bel concerto, soldi spesi bene, e poi quei due panini che hai portato sono stati grandi e sono stati proprio loro a farmi decidere di trovare a tutti i costi il biglietto del concerto degli Iron Maiden 🙂
Ciccio riesci a recupereare le foto che ha fatto anche Beniamino cosi’ ne abbiamo parecchie.
Fra poco poi dovrebbero uscire su http://www.ligachannel.com le foto ufficiali e ce le scarichiamo.
Kurt74Amministratore del forumbella ico01
Kurt74Amministratore del forumil Rock e’ oggettivamente migliore degli altri generi, non c’e’ nulla da fare.
I gruppi ormai storici sono tutti nati dalle menti geniali dei loro fondatori e mai a tavolino.Nel caso di Syd Barret poi e’ stata confermata in pieno la tesi della “genialita’ parente della follia”
Kurt74Amministratore del forumok, non ci capisco piu’ nulla ico05
Kurt74Amministratore del forummi ha colpito la tua ultima considerazione, sulla quale pero’ non sono daccordo.
Anche ad inizio anni novanta c’erano i felicissimi stupidi che se la tiravano e i disadattati che ascoltavano i primi Nirvana. Il mondo sara’ sempre diviso in adolescenti idioti tutto cellulare e discoteca e disadattati intelligenti che con il cellulare ci litigano ed ascoltano musica vera.
Kurt74Amministratore del forumitaliani sempre lo stesso, cosi’ come gli arresti sul campo per gli scandali dell’82 ci diedero la carica, anche stavolta, che si e’ sbattuti la juve praticamente in serie C, abbiamo avuto il coraggio di vincere.
Propongo per il prossimo mondiale di arrestare direttamente tutta la rosa dei 23 ico03
Kurt74Amministratore del forumciao, sono tornato proprio oggi dalle vacanze.
Kurt74Amministratore del forumminchia, terribile, molto metal, ce l’hai una foto che la usiamo come copertina ico01
Io non ho mai preso un animale proprio per questo motivo, sono sicuro che morirebbe di fame perche’ mi dimenticherei di lui dopo un attimo.
Kurt74Amministratore del forumAnche io saro’ via pero’ per ferie, fino a meta’ luglio.
Kurt74Amministratore del forumSono pienamente daccordo, la musica e’ sempre stata marcia, e con i concerti e’ un problema.
Una volta anche i bagarini erano imprenditori, perche’ compravano i biglietti e poi se riuscivano a venderli bene, altriimenti il resto era rischio imprenditoriale. Oggi i ladri sono direttamente le agenzie, e i bagarini non rischiano piu’ nulla.
Per assurdo a fine concerto da quelle agenzie sicuramente sono arrivate richieste di rimborso per biglietti non venduti.
Kurt74Amministratore del forumBello quest’articolo, mi ero sempre chiesto a chi andavano a finire tutti quei soldi.
Comunque l’euro sicuramente e’ il responsabile del passaggio dalle 30.000 lire ai 30 euro. O meglio sono responsabili tutti coloro che approfittano del cambio lira euro.
Kurt74Amministratore del forumKurt74 – 27/4/2006 11:44 PM
ho appena fatto un bel ordinativo di CD, ma la cosa che mi rende felicissimo e’ la ristampa del lavoro solista di Adrian Smith che pubblico’ quando usci’ dagli Iron, ma che era ormai introvabile, si intitola Silver and Gold sotto nome ASAP, e’ ci sono degli inediti per la ristampa.Non ci capisco piu’ niente, questo che era il CD piu’ atteso mi hanno detto che manca. Ma la cosa peggiore e’ che veramente non si sa niente di preciso. sul sito Amazon lo danno in uscita per fine 2006, mentre su altri siti lo davano in uscita per fine 2005. Quindi e’ uscito gia’ oppure no ???? Vados ul sito della casa discografica e non c’e’ nessunissimo riferimento. Come se non dovesse proprio mai uscire.
BOOOOOOOoooo….. aiuto voglio questo disco a tutti i costi -
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