intervista a frances bean cobain

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  • #1659
    Anonimo
    Ospite

    Questo lo avevo sul computer da un bel po’ di tempo…ho pensato che potesse interessare, qualcuno lo avrà letto forse qualcun altro no. E’apparso sul corriere della sera il 18/09/2005. Vabbè buona lettura…anche se la giornalista mi sembra molto prevenuta
    spoonman

    La confessione: «I miei genitori? Faccio il contrario»
    La figlia del rock maledetto: «Sono perbene»
    Frannie Cobain, 13 anni, erede del leader dei Nirvana fa l’attrice e conquista una copertina di «Teen Vogue»

    Ha 13 anni e un grande avvenire dietro le spalle. E’ paffutella, ha grandi occhi azzurri e un sorriso che è quello dei ragazzini quando gli dici: «Sorridi!», ma la sua piccola vita è una foto in bianco e nero, più nero che bianco. Il padre, praticamente non lo ha mai conosciuto. Si sparò quando lei non aveva due anni. La madre la vede quando gli assistenti sociali decidono che è in grado di intendere e volere, e questo dipende dall’eroina. Però Frannie non è una ragazzina dei ghetti.

    E ora, che ha deciso di raccontare per la prima volta qualcosa della sua vita al mensile americano Teen Vogue , siti e blog di tutto il mondo non si sono fatti sfuggire neppure un rigo. Perché Frances Bean Cobain, detta Frannie, è la figlia di Kurt, leader dei Nirvana, poeta della generazione grunge , e di Courtney Love, tormentata attrice e cantante pop. «Ma io non voglio essere solo la “figlia di”. Voglio essere ricordata come Frances Bean, attrice e cantante» dice (o forse urla) subito, quasi una premessa perché non le caschino addosso, ancora una volta, un passato e un presente che non sono i suoi. «Io non sono come mamma.

    A me non piace quanto si veste “metal” e ha i capelli spettinati. Quando sembra sporca e trascurata (cioè quasi sempre ndr ). La preferisco quando si veste elegante (cioè quasi mai ndr )». Non aveva quasi neanche fatto in tempo a nascere, Frannie, il 18 agosto 1992, a Los Angeles, in perfetta salute, che già i giudici l’avevano tolta a madre e padre. Metadone-dipendente lei (al terzo mese di gravidanza si drogava ancora), eroina-dipendente lui (quando Frances nacque era ricoverato nella stessa clinica). Un giornale pubblica la foto di una neonata deforme: «Per colpa della droga», scrivono. E’ un falso, ma Frances (come Frances Farmer) Bean (cioè fagiolo dalla prima ecografia) va a casa solo il 22 settembre (quando la mamma viene dichiarata disintossicata) dopo 240 mila dollari di spese legali, due minacce di suicidio, insulti e liti. Sarà ed è così: l’ultimo allontanamento nel dicembre scorso.

    E venerdì un giudice ha condannato Courtney a sei mesi di clausura in un centro per tossicodipendenti. Motivo: ha violato la libertà condizionata e ha ceduto, di nuovo, alla droga. Di questo Frannie non parla. Dice solo: «Io sono diversa. Odio il grunge . Anzi sono l’ anti-grunge ». Si ribella ai ribelli. Il suo anticonformismo è la normalità. E’ sicura che le brave bambine vadano davvero in paradiso, e le cattive da nessuna parte. Il rifiuto di un mondo, quello di una generazione intera (i 35enni di oggi), crollato il 5 aprile del 1994 a Seattle, quando Kurt Cobain, a 27 anni, si sparò un colpo di fucile alla testa. Lo trovarono tre giorni dopo. L’autopsia accertò che aveva in corpo eroina tre volte superiore alla dose mortale e che in quello stato non sarebbe stato in grado di premere il grilletto.

    Un mistero che una lettera-testamento scioglie in parte. Lasciò scritto: «Ho una moglie divina (eppure stava divorziando da lei ndr ) che trasuda ambizione e empatia e una figlia che mi ricorda troppo di quando ero come lei, pieno di amore e gioia… Non posso sopportare l’idea che Frances possa diventare una miserabile, autodistruttiva rocker come me». E ancora: «Frances e Courtney, io sarò al vostro altare. Ti prego Courtney continua così, per Frances. Per la sua vita, voglio che sia felice senza di me. Vi amo, vi amo». Frannie seppe di come era morto il padre a otto anni, così ha voluto sua madre (la vedova «allegra», come la chiamano i fans di Cobain convinti che sia stata lei la causa di tutto), e nell’intervista a Teen Vogue , neanche un accenno al suicidio.

    Solo un continuo allontanarsi, dalla figura della madre soprattutto, insistendo sul «sono diversa». E un lungo elenco di cose che le piacciono. Per la serie: «Loro erano grunge io sono per bene»: «amo il rosa e l’azzurro (loro il nero ndr ), i jeans giusti (loro quelli stracciati ndr ), stilisti come Marc Jacobs o Betsey Johnson (lei amava Versace, lui nulla, ndr ). Adoro fare shopping (loro no ndr ); vado al liceo (Kurt e Courtney vennero entrambi espulsi ndr ); stimo Nicole Kidman e Renee Zellweger (brave ragazze: tutto il contrario della madre ndr )». Teen Vogue insiste: «Certo che mia madre mi dà consigli. Io ascolto, poi faccio di testa mia». Un passato che è presente: «Vivere libera per essere libera», è sempre stato il motto di Kurt e Courtney. Frannie vive, e in casa sua è già abbastanza.
    Paola Pollo
    18 settembre 2005

    #11379
    libero
    Partecipante

    e leggere i topic precedenti no?

    #11378
    Anonimo
    Ospite

    hai ragione…in effetti temevo questo…ieri ho cercato e ho trovato solo le foto tra i vari topic…ho cercato male e frettolosalmente; la prossima volta guarderò meglio
    Porgo le mie scuse

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