Nuova indagine sulla morte di Kurt

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    Vaz
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    https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2026/02/11/news/kurt_cobain_omicidio_morte_indagine_ultime_notizie-425151440/?ref=RHLM-BG-P8-S1-T1-fdg10

    Kurt Cobain non si sarebbe suicidato. È la tesi della rivista accademica International Journal of Forensic Sciences che ha pubblicato uno studio intitolato “A Multidisciplinary Analysis of the Kurt Cobain Death”, guidato dal ricercatore indipendente Bryan R. Burnett in collaborazione con un team internazionale di scienziati forensi (tra cui medici legali, chimici e periti balistici). Lo studio smentisce le conclusioni a cui era giunto il Dipartimento di polizia di Seattle: il corpo del leader dei Nirvana era stato ritrovato l’8 aprile del 1994. Le conclusioni dell’inchiesta parlavano di suicidio mediante un colpo di fucile intraorale. Il medico legale, dal canto suo, aveva stabilito che la morte del cantante nella sua villa sul lago Washington, nei dintorni di Seattle, risaliva al 5 aprile.

    Il nuovo studio mette in dubbio una serie di elementi, a partire dall’arma: un fucile semiautomatico Remington M11 calibro 20. Cobain, infatti, fu ritrovato con la mano sinistra serrata intorno alla canna dell’arma: secondo i test eseguiti dall’armaiolo e perito Michael Gregory, la presenza della mano avrebbe inibito l’azione di rinculo meccanico dell’arma, non permettendo alla stessa di far fuoriuscire il bossolo. Quest’ultimo sarebbe stato ritrovato regolarmente sul pavimento della serra della villa, evidenziando un’irregolarità sull’uso dell’arma da fuoco. La scoperta è stata possibile solo a 32 anni di distanza, poiché è stato reso disponibile solo di recente il report originale redatto nel 1994 dal Washington State Patrol Crime Laboratory.

    Sempre riguardo alla mano, lo studio evidenzia l’assenza di liquido ematico su di essa. Infatti, secondo la ricostruzione originale, il colpo esploso all’interno del palato avrebbe dovuto innescare un “backspatter” (schizzo ematico di ritorno), che invece risulta presente solo sul compensatore del fucile. Inoltre, secondo lo studio, era stata rilevata una distinta macchia di trasferimento a forma di impronta ovale sul pollice sinistro, la cui sagoma combacia con le scanalature della canna: “Un segno evidente che la mano della vittima fu pressata contro il metallo già insanguinato dopo l’evento letale”. Sono riaffiorati dubbi anche sul quadro tossicologico, in particolare sulla presenza di morfina nel sangue di Cobain pari a 1,52 milligrammi per litro.

    Un quadro che, secondo la TIAFT (The International Association of Forensic Toxicologists), sarebbe almeno 20 volte superiore alla dose terapeutica standard per la gestione del dolore. A ciò si aggiunge che la soglia potenzialmente letale viene definita tra gli 0,50 e 1 milligrammo per litro.

    Questa alta percentuale di sostanze tossiche non solo mette in dubbio le reali capacità di Cobain, descritte nella ricostruzione originale, di “richiudere la propria siringa, riordinare la scatola di sigari in cui conservava l’eroina, disporsi sul pavimento e posizionare agilmente in bocca un fucile lungo 116 cm”. E inoltre sottolinea come il rapporto ufficiale del medico legale, redatto dal Dr. Nikolas Hartshorne e approvato dal primario Dr. Donald Reay, sia stato reso pubblico solo nel 2023 dallo zio del cantante e musicista, Gary Cobain. Al suo interno si faceva riferimento alla natura del foro di iniezione sull’avambraccio sinistro, che sarebbe tipico del collare di una siringa con capacità elevata. Nel kit utilizzato da Cobain, invece, vennero ritrovate solo siringhe da insulina monouso, che non produrrebbero lo stesso collare sull’avambraccio del frontman dei Nirvana.

    E infine l’attenzione dello studio è stato rivolto alla lettera di addio di Cobain, bucata da una penna rossa, che nelle ultime righe esplicitava l’intenzione della rockstar di togliersi la vita. Secondo lo studio di Burnett, il cambio di stile tra la lettera a Boddah, l’amico immaginario di infanzia, e la disillusione verso l’industria musicale non è così centrale quanto le ultime 4 righe del documento. Infatti, proprio in quelle c’è un riferimento diretto alla moglie Courtney Love e alla figlia Frances, con la lettera che si chiude con una dedica rivolta proprio a quest’ultima: “Per la sua vita, che sarà molto più felice senza di me”.

    Nonostante l’approfondito studio, la polizia di Seattle non ha rilasciato commenti e non ha intenzione di riaprire il caso.

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